Ecco un elenco di 7 attività prevendita che è necessario pretendere per poter ottenere una percentuale di autoconsumo dell’impianto fotovoltaico che renda conveniente l’investimento.

Come riconoscere un’azienda che opera nel fotovoltaico con passione e professionalità?

di Michele Bassi

Autoconsumo del fotovoltaico

Autoconsumo: capacità di consumare istantaneamente l’energia prodotta da un impianto fotovoltaico che va a servire l’abitazione. Sarebbe ideale auto consumare il 100% e risparmiare il 100% nella bolletta elettrica, ma questa situazione si rivela pressoché impossibile. Il motivo è semplicissimo: i pannelli fotovoltaici installati sul tetto producono più o meno energia in funzione a differenti parametri “fisici” (irraggiamento solare, temperatura esterna, orientamento del tetto ecc.) mentre l’abitazione consuma energia in funzione di criteri completamente differenti quali abitudini di vita, necessità istantanee ecc.

Come si può dunque combinare un criterio di funzionamento legato al sole, alle stagioni e alla natura con un bisogno di energia sempre più continuativo e variegato?

C’è una parte di autoconsumo “fisiologico” che, per un impianto dimensionato correttamente, si attesta al 20-25% dell’intera produzione. Si tratta dell’autoconsumo degli elettrodomestici che funzionano continuativamente: frigoriferi, congelatori, led di segnalazione, alimentazione elettrica delle caldaie, addolcitori e pompe.

L’aumento di questo 20-25% “fisiologico” è il fattore determinante. Ed è possibile raddoppiarla o addirittura triplicarla. In che modo? Solo grazie all’aiuto, alla competenza e alla consulenza di chi propone, progetta e installa l’impianto fotovoltaico!

Vediamo insieme le 7 attività che vanno pretese da un consulente:

1.FARE CHIAREZZA SULLE VARIE GRANDEZZE E UNITA’ DI MISURA

Potenza di picco (kWp), potenza istantanea (kW) ed energia (kWh potenza nel tempo). Molto spesso capita che viene erroneamente associata la potenza dell’impianto fotovoltaico alla potenza disponibile del contatore, in realtà non vi è correlazione alcuna, poiché la potenza di picco dell’impianto fotovoltaico è la massima potenza istantanea erogabile in condizioni standard (1000 watt/mq d’ irraggiamento, 25° T, azimut SUD, inclinazione 25° ecc.).

La potenza del contatore è, invece, la quantità massima di assorbimento istantaneo dell’abitazione contrattualizzata con il fornitore. Per il dimensionamento di un impianto è invece necessario conoscere la quantità complessiva di energia (kWh) che l’abitazione necessita e non la quantità di potenza istantanea (kW).

 

2. ANALIZZARE I CONSUMI

Per un immobile già abitato è fondamentale lavorare sulle bollette precedente: ne basta una sola per avere numerose informazioni utili come consumo dell’ultimo anno, suddivisione del consumo nelle fasce orarie di tariffazione, massima potenza istantanea prelevata nel mese, andamento dei consumi nell’arco dei mesi.

Per una nuova costruzione è necessario lavorare su dati di progetto normalmente forniti dal tecnico che realizza la Relazione Tecnica Energetica (Ex Legge 10) e calcola gli assorbimenti previsti nelle diverse stagioni e in funzione delle scelte impiantistiche relative al riscaldamento, alla coibentazione, all’area climatica ecc.

Tutte queste informazioni sono fondamentali per costruire il profilo di consumo e capire come si può adattare al profilo di produzione di un impianto fotovoltaico.

 

3. VALUTARE LE PROSPETTIVE DI AUTOCONSUMO

I moduli fotovoltaici sono costruiti per durare almeno 25 anni ovvero un lasso di tempo molto molto ampio, per un corretto dimensionamento è importante capire come potranno crescere e/o diminuire i consumi in questo periodo temporale. E’ vero che gli impianti fotovoltaici sono tendenzialmente sempre espandibili, ma i costi associati al potenziamento di un solo kWp sono assolutamente non trascurabili poiché, dal punto di vista autorizzativo, sono paragonabili a quelli di un impianto fotovoltaico nuovo (pratica con il distributore di rete, pratica edilizia, comunicazioni ai vari enti preposti ecc.). Perché dunque non perdere un momento in più e prevenire questi possibili costi?

 

4. INDICARE I PRODOTTI PROPOSTI IN MODO CHIARO E TRASPARENTE

L’impianto fotovoltaico è il frutto di un’integrazione di diversi prodotti: moduli fotovoltaici, sistema di trasformazione, sistema di ancoraggio ed eventualmente sistema di accumulo. Ogni componente ha una sua importanza e una sua rilevanza specifica che incide sulle prestazioni e l’affidabilità dell’intero impianto. Ogni componente deve essere scelto per precisi criteri di qualità, specificità tecnica, affidabilità/credibilità dell’azienda costruttrice in funzione dell’esigenza del cliente che deve essere portato a conoscenza dei prodotti che avrà in casa per i prossimi 25 anni!

 

5. DIMENSIONARE, STIMARE LA PRODUZIONE E ANALIZZARE LE OMBRE

Come è fondamentale dimensionare l’impianto in maniera corretta, è altresì importante fornire una stima di produzione dell’impianto. Questo valore è l’unico parametro che il cliente ha in mano per valutare il lavoro che sarà svolto.  Anche questa stima richiede però un’analisi attenta, in particolare del possibile impatto delle ombre: i nostri tetti sono spesso corredati di camini, antenne, parabole o abbaini. Si tratta di ostacoli che possono produrre ombra che si proietta sui pannelli fotovoltaici abbassandone ovviamente la resa (anche se magari per pochi minuti al giorno). Per la presenza di eventuale vegetazione circostante o altri edifici adiacenti che possono produrre ombreggiamenti molto rilevanti.

6. INCLUDERE IL MONITORAGGIO DI TUTTI I FLUSSI

Il monitoraggio è un elemento che fa una grande differenza per incrementare l’autoconsumo. Oggi la stragrande maggioranza degli inverter fotovoltaici in commercio possono essere abbinati ad un componente, chiamato meter, che “legge” l’energia in entrata e uscita dal contatore. In questo modo è possibile avere i dati (su Smartphone e PC) non solo della produzione istantanea e storica dell’impianto fotovoltaico, ma anche i dati di consumo dalla rete (acquisto  istantaneo e storico), i dati di “immissione” in rete (istantanei e storici) e, di conseguenza, i dati di auto-consumo istantanei e storici. Questa visibilità completa di tutti i flussi energetici consente al proprietario dell’impianto di capire come e quando è meglio far funzionare i propri utilizzatori elettrici.

Parallelamente consegna una maggiore consapevolezza del consumo di ogni singolo utilizzatore (lavastoviglie, lavatrice ecc.) e nel giro di poche settimane insegna a capire quanta energia fotovoltaica è a disposizione nei vari orari della giornata in funzione delle condizioni metereologiche per mixarla con le necessità di consumo dell’energia elettrica. Il monitoraggio di tutti flussi è il primo grande strumento per facilitare l’auto-consumo e, dunque, l’effettiva convenienza dell’impianto.

 

7. SAPER CONSIGLIARE SOLUZIONI PER IMPIANTI DOMOTICI

Il monitoraggio fotovoltaico viene fatto con sistemi che possono essere accessoriati con componenti di domotica basilare (prese comandate, contatti puliti, relè multifunzione ecc.); in grado di far “dialogare” in modo diretto l’inverter fotovoltaico con gli utilizzatori elettrici. Sembra una cosa complicata, ma in realtà è tutto abbastanza semplice. Ogni volta che la produzione dell’impianto è superiore al consumo dell’abitazione, invece che immettere energia in rete, puoi attivare un elettrodomestico. Principalmente pompe di calore, resistenze elettriche, termoconvettori elettrici ecc. Queste soluzioni, con un investimento di poche centinaia di euro, possono contribuire ad innalzare notevolmente la percentuale di autoconsumo. Ottimizzando il funzionamento degli apparecchi di casa e/o integrando i sistemi di riscaldamento/raffrescamento andando così ad incidere anche all’abbassamento dei costi di altre fonti energetiche (gas metano, gpl ecc.). Questi apparecchi di domotica sono programmabili (per soglia e tempi d’intervento) e gestibili da remoto.

Fatti consigliare dai nostri esperti la soluzione più adatta alle tue esigenze. Un impianto fotovoltaico, correttamente progettato sulla base dei tuoi consumi, può aiutarti a ridurre le spese di energia elettrica.

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2 commenti

  • Tutto giusto con qualche aggiunta.
    In fase di progettazione della casa bisogna considerare se in effetti i potenziali consumi non possono essere ridotti.
    Per es serve veramente congelatore da 200l o ne serve uno da 50l O persino farne a meno. Idem per tutti gli altri energivori.
    BodioV2 da ferma, cioé senza abitanti consuma 300W mediamente. Che sono sono circa 8KWh giorno.
    Che a loro volta vengono prodotti senza problemi con 4 ore di FV.
    Alla lista del Michele aggiungerei un punto 8: Interfacciarsi prima col gestore rete per essere sicuri che l’energia prodotta in eccesso venga poi veramente “comprata”.
    A Bodio V2 abbiamo proprio questo problema: La casa funziona ma l’interfaccia col gestore no.
    Sta di fatto che verso le 11.00 abbiamo l’accumulo bello pieno e il FV staccato per sovratensione della rete del gestore.
    Cosí ci “fumiamo” una buona parte dell’economicitá dell’impianto.

  • Ciao Paolo,
    hai perfettamente ragione !!!
    La procedura (secondo normativa) impone di fare una richiesta di “preventivo di connessione” (che costa 36,60 €) sul portale del Gestore della rete che, a fronte di questo pagamento, DOVREBBE verificare la fattibilità dell’impianto in base alla rete nazionale… successivamente valida la pratica e dunque DOVREBBE essere tutto a posto.
    Poi succede che, in alcuni casi (BodioV2 è uno di questi…), realizziamo l’impianto e la rete è sottodimensionata perché il Gestore NON HA FATTO LE VERIFICHE che doveva fare (per le quali ha anche incassato dei soldini…).
    Purtroppo non è possibile interfacciarsi meglio con il Gestore se, da parte sua, valida la realizzazione di un impianto (e i documenti ce li abbiamo) senza aver fatto le dovute verifiche….
    Questi rari casi (per fortuna) si risolvono con parecchia pazienza… sono le “falle” della burocrazia.