Un progetto promosso dalla Citta di Busto Arsizio che, ispirandosi alla tradizione americana, ha voluto creare un’iniziativa per scoprire come sarà cambiata la città nel 2040. La capsula del tempo è un cilindro che contiene fatti, sogni e speranze dei bustocchi e sarà custodita all’interno del nuovo parco del Benessere.

Il progetto della Capsula del Tempo

Domenica 11 ottobre è stata interrata la Capsula del Tempo di Busto Arsizio, contenente i messaggi di cittadini, studenti e aziende del territorio. Un progetto promosso dalla Città di Busto, in collaborazione con Royaltime, incentrato sui temi del Futuro per la Città, la Mobilità e l’Ambiente. La Capsula è stata interrata nel Parco Benessere nel quale sono stati piantumati, all’inizio di settembre, 110 alberi di Pawlonia, una pianta mangia-smog dalle grandi capacità fitodepurative. I buoni propositi, le prospettive, le previsioni verranno disinterrate lo stesso giorno, alla stessa ora, tra 20 anni.

Il nostro messaggio dal passato

Questa è la lettera che abbiamo lasciato ai nostri amici del 2040: una fotografia della nostra situazione e quello che ci aspettiamo di trovare tra 20 anni, chiaramente in ambito energetico:

Siamo un gruppo di ragazzi (chi più chi meno) che credono nella rivoluzione energetica, di cui tanto si parla e si è parlato negli scorsi anni. Lavoriamo per un’azienda che progetta e installa impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per l’energia con un’idea ben chiara in mente, ovvero che la strada per la sostenibilità non sia più un’alternativa, ma un percorso che ogni famiglia, azienda o ente deve perseguire per il benessere, la qualità della vita e la tutela dell’ambiente.

Ci troviamo in un momento storico in cui, soprattutto anche in seguito alla pandemia, il tema della salvaguardia dell’ambiente è diventato cruciale ed è stato portato all’attenzione di tutti tramite campagne, discorsi ufficiali e movimenti di vario genere.

Personaggi famosi (Leonardo di Caprio per citarne uno) sono diventati attivisti nella battaglia globale, ma anche persone comuni che hanno raggiunto una visibilità mondiale, come Greta Thunberg. Una ragazza di 16 anni che ha deciso di scioperare ogni venerdì per un anno intero dando vita a una vera e propria manifestazione organizzata (Fridays For Future), per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive al fine di contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale.

Aziende multinazionali e non che sempre più fanno della sostenibilità un tema di comunicazione e sempre più spesso vengono invitate a presentare rapporti di sostenibilità (all’interno della nostra busta troverete il nostro primo rapporto redatto proprio nel 2020) a testimonianza del loro impegno nel generare un impatto positivo per il mercato, i collaboratori, la comunità e l’ambiente.

L’attenzione al tema è massima ed è del tutto giustificata dai messaggi che la natura ci sta mandando. Ne citiamo solo alcuni, ma curiosando in rete ne troverete moltissimi riferiti a questo periodo: gli incendi in Australia del 2019-2020 hanno devastato parte della “Terra dei Canguri” sud-orientale causando la morte di 143 milioni di mammiferi, 180 milioni di uccelli e oltre 2 miliardi di rettili; sempre nel 2020 una sezione di ghiaccio di circa 110 chilometri quadrati si è staccata dalla più grande piattaforma della Groenlandia, lunga circa 80 chilometri e larga 20. Come ha riportato un articolo della BBC News, la porzione distaccata, che si è rotta in tanti piccoli pezzi, rappresenta, secondo gli scienziati, un’ulteriore prova dei cambiamenti climatici in atto. Nubifragi e ondate di calore hanno coinvolto anche le città lombarde. Un episodio rilevante risale alla vicina zona di Legnano colpita da una bomba d’acqua nel 2018. Mentre molto più frequenti sono stati gli episodi di blackout o di esondazione del fiume Seveso, che più volte hanno provocato l’arresto dei servizi di trasporto.

A grandi linee questa è una fotografia della nostra situazione attuale, che sarà sicuramente arricchita e completata dalle testimonianze degli altri partecipanti a questa Capsula del Tempo. Una fotografia che desta grande preoccupazioni, ma che sta smuovendo azioni concrete. L’Unione Europea è arrivata a delineare una strategia per l’economia del nostro continente: il Green New Deal è un impegno, una tabella di marcia che ha come obiettivo ultimo l’azzeramento delle emissioni nette di gas ed effetto serra nel 2050. In questo contesto il mix energetico da fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico geotermico e biomasse) rappresenta uno dei pilastri sui quali si poggia questo piano d’azione. Affidarsi a una fonte gratuita ed inesauribile, seppur aleatoria, come il sole per autoprodurre energia e magari anche scambiarla con il proprio vicino di casa, sarà una delle chiavi della transizione energetica.

Giusto per fornirvi qualche dato sul solare, visto che è ciò di cui ci occupiamo: nel 2019 il solare ha generato 24.326 GWh (22.226 GWh nel 2018) andando a coprire il 7,6% della domanda elettrica nazionale. Ad oggi le previsione al 2040 – secondo l’ultimo report di Bloomberg News Energy Finance (BNEF) – il 14% dell’energia elettrica mondiale sarà prodotta da fonte solare. L’energia solare potrebbe quindi soddisfare gran parte del fabbisogno mondiale e diventare il maggiore segmento del mercato in termini di finanziamenti.  Gli analisti prevedono che 3,4 TW di energia da fonte solare sarà aggiunta alle reti elettriche mondiali con 1,8 TW derivante dai progetti in utility scale e 1,7 TW dagli impianti fotovoltaici sui tetti.

All’interno della busta troverete anche delle celle fotovoltaiche in silicio. Il sample mostra da una parte la tecnologia tradizionale (con i contatti visibili) e dall’altra la tecnologia Maxeon, brevetto SunPower. Quest’ ultima è attualmente la migliore sul mercato i cui contatti elettrici, realizzati da una griglia di fili di rame, sono stati portati sul retro della cella, cosi da aumentare la superficie captante, dunque maggiore potenza a parità di superficie o minore superficie impiegata a parità di potenza.

Il futuro, che per voi sarà presente, della tecnologia fotovoltaica è rappresentata da due tecnologie: Sistema PERC (Passivated Emitter and Rear Cell) e modulo bifacciale. I pannelli fotovoltaici costruiti secondo la tecnologia PERC prevedono uno strato aggiuntivo sul retro in silicio monocristallino, che riflette e recupera la luce non assorbita dal wafer. Questo permette di catturare più elettroni rispetto alle tecnologie tradizionali e di aumentare l’efficienza fino all’1% in termini assoluti, riducendo al contempo i costi di produzione. Il modulo bifacciale riesce ad assorbire energia solare da entrambi i lati della cella fotovoltaica, aumentando la produzione di energia rispetto a un modulo fotovoltaico standard.

Sarà davvero cosi o ci troveremo di fronte a nuove tecnologie? Siamo curiosi di scoprirlo insieme a voi!

Il team Elmec Solar 2020

La natura ci sta mandando dei messaggi forti che ci comunicano che quello che stiamo facendo non è abbastanza e siamo arrivati a un punto in cui non possiamo più fare finta di nulla. Noi siamo convinti che le nostre scelte debbano seguire la via che la natura ci mostra come, per esempio, quella di cambiare il modo di produrre e consumare energia attraverso la tecnologia fotovoltaica che utilizza il sole, fonte di energia pulita per eccellenza.

Vuoi saperne di più?

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