Con il decreto del Mise approvato martedì 15 settembre scorso, si concretizza la possibilità di realizzare le comunità energetiche. Quali agevolazioni sono previste e come si aggancia questo tema al superbonus110?

Decreto Mise: un nuovo slancio per le comunità energetiche

Ne abbiamo parlato svariate volte all’interno del nostro blog, sempre in linea troppo teorica e sognando un po’ gli scenari futuri che la condivisione di energia si sarebbe trascinata. Abbiamo anche dedicato un workshop in occasione del TEDXVareseSalon nel 2018, che ci ha permesso di ipotizzare dei modelli che a volte avevano già trovato applicazione in altri paesi – come gli USA – a volte ci hanno lasciato troppi  dubbi sul tema dell’ostacolo normativo. Oggi questo nodo dovrebbe essere stato sciolto con l’approvazione del decreto Mise, firmato dal ministro Stefano Patuanelli martedì 16 settembre, con cui è stata ulteriormente potenziata la promozione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche, già incentivate con il Decreto Rilancio.

Obiettivi e destinatari del decreto Mise

Questa manovra ha come obiettivi la riconversione ecologica del Paese, la creazione di nuove opportunità di progresso per tutte le attività che verranno coinvolte e il libero accesso all’energia da parte dei cittadini ad un costo inferiore. Il meccanismo di comunità energetica è accessibile da più soggetti eterogenei, come enti pubblici, piccole e grandi imprese, privati cittadini che possono condividere tra loro l’energia prodotta da fonti rinnovabili.

I benefici delle comunità energetiche

I principali vantaggi sono sicuramente la massimizzazione dell’autoconsumo e dell’efficienza energetica che portano ad evitare perdite e sovraccarichi di rete nei momenti di picco della richiesta. Un prosumer (comp. Pro(ducer) – (con)sumer. Produce l’energia che usa, la accumula e la scambia con la rete o con altri produttori), che aderisce alla comunità energetica, godrà anche di una significativa riduzione della bolletta energetica migliorando strutturalmente anche il costo dell’energia a livello nazionale.

Incentivo e cumulabilità con il superbonus110

L’energia prodotta attraverso impianti rinnovabili configurati come impianti collettivi o comunità energetiche, se non superano i 200 kW di potenza (anche tramite l’impiego di sistemi di accumulo), ha diritto ad una tariffa incentivante, di durata ventennale ed erogata dal Gestore dei servizi energetici (GSE). Nel caso di impianti in autoconsumo collettivo (per esempio, i condomini) l’incentivo è pari a 100 euro per megawattora, mentre di 110 euro per megawattora per le comunità energetiche rinnovabili.

Questo incentivo è cumulabile, entro certe soglie, con il famigerato superbonus110. Il provvedimento ha infatti stabilito che per i condomini che realizzano una comunità rinnovabile, l’esercizio di impianti fino a 200 kW non costituisce «attività commerciale abituale». In pratica, la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile (fotovoltaico ma non solo), contestuale alla realizzazione degli interventi coperti dall’agevolazione prevista dal governo, può accedere al superbonus per i primi 20 kilowatt (ma comunque non deve superare complessivamente i 200 kW previsti dal Milleproroghe), mentre per la potenza residua la detrazione è quella ordinaria del 50 per cento. Il tutto, però, entro una spesa massima di 96mila euro per l’intero impianto.

Il portale autoconsumo del Gse

Il Gse ha messo a punto una piattaforma dedicata accessibile all’indirizzo www.autoconsumo.gse.it che consente di effettuare una simulazione per calcolare la convenienza connessa alla scelta di realizzare un impianto collettivo o comunità energetica. Potrai fare una simulazione indicando la categoria di appartenenza (privati/condomini o imprese e Pa e per questi ultimi è anche prevista un’area ad hoc nel caso di elevati consumi di energia) e inserendo tutte le informazioni necessarie per definire il profilo migliore in termini di impianto (dal consumo anno rintracciabile in bolletta alla superficie soleggiata a disposizione).

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