Il 13 maggio scorso, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto Rilancio che contiene misure a sostegno dell’economia italiana per un valore di 55 miliardi di euro. Un’importante novità riguarda l’installazione di impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo, ma attenzione, siamo ancora in attesa dei decreti attuativi. In questo articolo alcune considerazioni su questa importante manovra.

Di Alessandro Villa

 

La Strategia Elettrica Nazionale

A dicembre 2018, al fine di raggiungere gli obiettivi di sostenibilità definiti dall’ Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il Consiglio Europeo aveva dato il via libera ai provvedimenti intesi a portare le fonti di energia rinnovabile al 30% dei consumi entro il suddetto anno. Un traguardo che certamente verrà rivisto al rialzo entro il 2023, come conseguenza della crescente sensibilità al tema della sostenibilità ambientale. Tutti, e per tutti intendo noi privati cittadini, le aziende, gli enti pubblici, abbiamo compreso che vivere un ambiente più sano è elemento fondamentale per la sopravvivenza della specie umana.

Per l’Italia la Strategia Elettrica Nazionale ha fissato per il 2030 una crescita delle FER del 70% con un peso sul mix energetico che ne veda un contributo pari a 184 TWh, +75 TWh rispetto a oggi.

Parlando del fotovoltaico, la fonte di energia più efficiente e pulita oggi disponibile, ha stabilito di incrementare di ulteriori 53GWp, ovvero 53 milioni di KWp, la potenza installata oggi pari a circa 20GWp.

Ma come raggiunge questo importante traguardo, così rapidamente? Ma soprattutto dove installare tutti gli impianti necessari al suo compimento?

La risposta più efficiente, di minore impatto rispetto alla bellezza dell’ambiente è: sui tetti delle case. Ma ci stanno così tanti pannelli? La risposta è: si. Si tratterebbe di coprire solo il 28% della superficie totale dei tetti delle nostre case, ovvero il 70% del totale della parte esposta correttamente (Fonte Italia Solare sulla base calcolata secondo la stima del International Energy Agency –IEA-).

Già. Ma quanto costerebbe un progetto di questa entità? Diciamo da 80 a 140 miliardi di Euro… Una cifra colossale, ma che se fosse stata spesa in anticipo rispetto alla recente emergenza sanitaria avrebbe già dato i suoi frutti. Se è vero che la diffusione delle malattie è facilitata o accelerata anche del degrado della qualità dell’aria e dell’ambiente, un solo punto in meno sulla perdita del PIL –oggi stimata intorno a 8-9 punti percentuali, avrebbe voluto dire decine di miliardi di minor perdita!

Ma la storia non si scrive con i “se” e con i “ma”. Bisogna imparare dal passato.

Il Decreto Rilancio

E’ quindi ora il momento di prendere provvedimenti importanti, che accelerino drasticamente questo processo di transizione verso la sostenibilità ambientale.

Il Governo, mettendo a disposizione delle famiglie la detrazione del 110% per gli investimenti di efficientamento energetico, cedibile anche alle banche, va in questa direzione. Realizzare un impianto fotovoltaico, installare le pompe di calore non costerà più nulla fino alla fine del 2021; e quindi, perché non farlo, e farlo subito?

Ristrutturiamo le nostre case, rendiamole più belle e più efficienti dal punto di vista energetico. Aiutiamo così le imprese a riprendersi, l’economia italiana a ripartire, l’ambiente a trarne vantaggio dalla diminuzione delle emissioni di CO2, di elementi inquinanti; i nostri figli a ereditare un mondo più vivibile, dove il rumore delle automobili e dei mezzi di trasporto, delle macchine di produzione in fabbrica, sarà sostituito dai suoni della natura, dal vociare dei bimbi che giocano, un ambiente del quale abbiamo apprezzato il valore in questi due mesi. A spendere meno di bolletta elettrica!

In attesa dei decreti attuativi

Ma attenzione: il Decreto Rilancio approvato e pubblicato il 20 maggio in Gazzetta Ufficiale resta in attesa dei cosiddetti “decreti attuativi”, che sono fondamentali perché sia effettivamente utilizzabile. A valle della pubblicazione, deve essere letto e compreso con molta attenzione. I vincoli che il decreto presenta sono diversi: l’intervento del fotovoltaico deve essere combinato ad almeno uno dei due maxi-interventi quali l’isolamento termico dell’edificio e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con sistemi a pompa di calore. Deve essere chiarito il tema IVA, compresa o meno nei massimali indicati ieri. E soprattutto deve essere dimostrato e certificato da un operatore abilitato mediante il rilascio dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE) che gli interventi realizzati hanno portato ad un miglioramento della prestazione dell’edificio di almeno due classi energetiche.

Affidati a chi se ne intende

Una conseguente raccomandazione: affida la progettazione e la fornitura chiavi in mano a professionisti di provata esperienza e solidità, a società con tanti anni di vita, che hanno dimostrato con le installazioni realizzate la loro serietà professionale. Prima di ascoltare chi ti verrà a proporre gli interventi, chiedi di darti prova dei lavori fatti, chiedigli di farti parlare con i suoi clienti.

Chiedi loro di progettare il vostro impianto fotovoltaico, i sistemi di accumulo, i sistemi di gestione del clima a pompa di calore utilizzando tecnologie affidabili, al top della gamma, di classe energetica adeguata a rientrare nei parametri del superbonus del 110%.

Tieni presente inoltre, e questo vale sempre, che quanto farai dovrà durare tanto tempo, tante decine di anni, senza perdere in efficienza, senza costringerti a rivedere il tuo impianto dopo pochi anni e, a qual punto, a spese parzialmente tue essendo passato il 2021 e il 110% di detrazioni ed essendo ritornati al 50/65%.

Un ulteriore suggerimento, l’ultimo ma forse il più importante: se l’ intervento che desideri realizzare non dovesse rientrare nel superbonus del 110%, ricordati che anche solo con il 50% di detrazione fiscale, che era consentita fino a ieri e che ritornerà tale dopo il 31/12/2021, il tuo investimento per realizzare un impianto fotovoltaico ti porta comunque a rientrare dello stesso in 5/7 anni, e che dopo questo tempo l’ impianto continuerà a produrre energia elettrica gratuita per altri 35 anni, a beneficio dell’ ambiente, del costo della vostra bolletta e della sostenibilità complessiva del sistema socio-economico che viviamo.

Infine, ricorda però che se si usa il superbonus del 110 % l’energia immessa in rete e non autoconsumata non sarà vostra ma del GSE.

In alternativa viene confermata la possibilità di usare la normale detrazione fiscale del 50% con meccanismo di sconto in fattura che permette di acquistare l’impianto con circa 40 % di sconto senza i limiti stabiliti per il 110 %.

Vuoi saperne di più?

Scrivici a info@elmecsolar.com oppure usa il link qui sotto per scaricare lo schema riepilogativo del DL Rilancio.

Post Precedente Produzione fotovoltaica e smog
Post Successivo Luci e Ombre del Superbonus 110%