Ti metteresti mai alla guida di un’auto sprovvista di quadro strumenti? Probabilmente non la compreresti nemmeno. Eppure, il quadro non serve alla macchina per andare. Lei non ha bisogno di comunicarti la velocità a cui stai andando, ma tu che hai bisogno che lei te la comunichi (se vuoi evitare multe, per lo meno!). Ecco, il monitoraggio per il fotovoltaico è la stessa cosa.

Di Federica Manenti

Il monitoraggio di un impianto fotovoltaico è il suo cruscotto e, sia che si tratti della semplice operazione di lettura del display (sugli impianti più datati), o della consultazione dell’app dedicata (sui sistemi più moderni), è l’alleato più prezioso di un possessore di fotovoltaico.

Per questo motivo, all’affermazione di cui sopra, rispondo che il monitoraggio non è per l’impianto, ma per il proprietario. E sono sicura che tutti quei clienti che hanno deciso di dotarsi di uno di questi strumenti, non potranno che confermare.

Che cos’è un sistema di monitoraggio?

Possiamo definirlo come qualsiasi sistema che ti permetta di rispondere alla domanda: «Quanto produce il mio impianto fotovoltaico?»

Esistono vari modi in cui si può monitorare un impianto fotovoltaico; possiamo classificare i monitoraggi a seconda del device utilizzato:

  • Display dell’inverter: fino a qualche anno fa, il metodo più diffuso per monitorare l’andamento del proprio impianto era guardare il display LCD dell’inverter. Qui si possono trovare i dati istantanei dell’impianto, visualizzare eventuali errori derivati da malfunzionamenti, ed effettuare letture giornaliere, mensili, annuali sull’andamento della produzione.
  • Portale Online: con l’evolversi della tecnologia, alcuni produttori di inverter hanno dato la possibilità di collegare il sistema alla rete internet. Trasmettendo i dati online, il proprietario ha accesso ad un portale dedicato dove poter controllare non solo i dati istantanei, ma anche lo storico delle informazioni.
  • App dedicata: oramai c’è un’app per tutto, e il fotovoltaico non fa eccezione. L’introduzione delle app, però, apre le porte ad un nuovo utilizzo delle piattaforme di monitoraggio, rendendo il fotovoltaico per la prima volta smart. Ne parleremo più avanti.

Potresti anche voler fare un passo ulteriore e chiederti: «Ma quanta, di tutta quest’energia prodotta, sto consumando, e quanta ne sto cedendo in rete?»

Classificazione dei sistemi di monitoraggio

Qui entra in gioco un altro tipo di classificazione e distinzione tra i vari tipi di controllo che puoi effettuare sul tuo impianto:

  • Monitoraggio del solo fotovoltaico: l’insieme delle informazioni “dall’inverter in su”, vale a dire tutti i dati relativi alla produzione e allo stato di salute del tuo impianto. Un tempo, questo era il genere di dati che si trovava sul display dell’inverter; oggi una buona parte delle macchine è priva di display, ma è sufficiente collegare il sistema ad internet per ottenere queste informazioni.
  • Monitoraggio del fotovoltaico e dei consumi: se vuoi trovare risposta alla domanda di poco fa, questo è il tipo di sistema di cui devi dotarti. Oltre ai dati relativi al fotovoltaico, è possibile raccogliere, sulla stessa piattaforma, i dati relativi ai consumi dell’abitazione, tramite un misuratore che viene installato nel punto di “scambio” della vostra energia con la rete. In questo modo il tuo monitoraggio raccoglierà tre informazioni fondamentali: energia prodotta, energia ceduta in rete, ed energia acquistata dalla rete. Per differenza, il sistema sarà in grado di dirvi quanta energia prodotta hai auto consumato e in quale percentuale sei stato effettivamente autonomo dalla rete. Non voglio aprire il Vaso di Pandora della disputa sull’indipendenza energetica, ma sicuramente il monitoraggio gioca un ruolo fondamentale, fornendoti i dati reali della tua situazione energetica.
  • Monitoraggio dei sistemi di accumulo: da quando, nell’Aprile del 2015, il GSE ha rilasciato le regole tecniche per l’installazione dei sistemi di accumulo, il nostro settore si è sicuramente vivacizzato. A differenza degli impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo richiedono una connessione internet stabile perché la garanzia possa essere applicata, connessione necessaria al produttore per monitorare il sistema ed intervenire con aggiornamenti del firmware atti a preservare al meglio i preziosi materiali utilizzati per lo stoccaggio.

Per approfondimenti sui sistemi di accumulo clicca qui

Il monitoraggio di un sistema di accumulo è quindi un complemento quasi obbligato. Naturalmente ne esistono di varie tipologie, ma i migliori sono quelli che permettono di raccogliere sulla stessa piattaforma anche i dati del fotovoltaico, così da avere tutte le informazioni che servono in un unico portale.

Cosa puoi fare con un sistema di monitoraggio?

Il primo grande plus di un sistema di monitoraggio è che ti permette di fare analisi periodiche sul tuo impianto fotovoltaico. Non immaginarti pagine e pagine di file excel pieni di numeri incomprensibili, ma pensa semplicemente a questo: prima o poi, dopo aver installato il tuo impianto, comincerai a chiederti se hai fatto la scelta migliore, se stai effettivamente producendo quanto ti avevano promesso, e se il tuo risparmio potrebbe essere ancora maggiore.

«Conviene che faccia dare una pulita ai miei moduli?»

«Mi conviene aggiungere un sistema di accumulo?»

«È il caso che aumenti la potenza del mio impianto?»

Sono tutte domande lecite.

Con un sistema di monitoraggio potresti notare, per esempio, un calo anomalo della produzione da un anno all’altro, ed accorgerti così che forse è il momento di programmare una pulizia della superficie dei moduli.

Ci capita sempre più spesso, poi, di dover rispondere alle domande sull’upgrade di impianti esistenti; avere i dati non solo di produzione, ma di autoconsumo, facilita il nostro lavoro, perché ci permette di capire se un utente sta sfruttando già al massimo il suo impianto nella fascia diurna, se quell’impianto è stato correttamente dimensionato, o se un sistema di accumulo è proprio la soluzione perfetta per le sue esigenze.

Il secondo, gradissimo, plus, è la capacità di un buon sistema di monitoraggio di farvi effettivamente risparmiare.
Accennavo prima come l’avvento delle app abbia trasformato il fotovoltaico in un sistema smart. Senza usare troppi paroloni, con le nuove tecnologie ho la possibilità di avere i dati istantanei di produzione del mio impianto e di consumo della mia casa a portata di mano, in ogni momento.

Questo significa non solo sapere se in questo preciso momento sto producendo a sufficienza per alimentare la mia casa, ma anche, con un po’ di pratica, poter decidere con sicurezza quali elettrodomestici attivare in quali momenti della giornata, per poter sfruttare al massimo la mia energia gratuita e per poter abbattere il più possibile le bollette.
Magari, poi, ti accorgerai che la tua lavatrice comprata nel lontano 1998, che «Funziona ancora così bene, quindi perché cambiarla?» consuma ad ogni lavaggio quanto un motore di Boeing 747 in decollo, e ti convincerai a sostituirla con un elettrodomestico di classe A++. La tua bolletta ringrazierà.

Insomma, il monitoraggio è il primo step per fare una vera efficienza energetica. Per i sistemi più complessi, dove oltre ai “normali” elettrodomestici entrano in gioco anche pompe di calore e sistemi di riscaldamento/raffrescamento elettrici, alcuni monitoraggi ci vengono incontro con la possibilità di coordinare i dati collezionati dal nostro inverter con il consumo del sistema termico, comunicando, per esempio alla pompa di calore, la disponibilità di energia gratuita da utilizzare istantaneamente.
Una sorta di domotica energetica, sfruttata per ora ancora poco, ma che sono certa dominerà il modo di costruire nei prossimi anni, con il fotovoltaico a fare da cardine proprio grazie alle sue piattaforme di monitoraggio.

Cosa può fare per te e il tuo installatore il tuo sistema di monitoraggio 

Tantissimo. Ho accennato prima come i produttori dei sistemi di accumulo utilizzino i dati trasmessi dai sistemi di monitoraggio delle batterie per migliorare la gestione dei flussi energetici e allungare la vita utile dei loro prodotti.

Per il fotovoltaico vale lo stesso concetto: se un fotovoltaico può essere monitorato da remoto, il tuo installatore di fiducia potrà verificare lo stato di salute del sistema, il produttore dell’inverter potrà aggiornare la macchina perché questa lavori sempre al massimo delle sue possibilità, e insieme potranno intervenire da remoto per la risoluzione di una parte delle problematiche che potrebbero insorgere sul tuo impianto.

Per tornare alla metafora inziale, la differenza tra l’avere un monitoraggio o il non averlo è la stessa che c’è tra il portare la macchina dal meccanico descrivendogli il problema a gesti, e il chiamarlo dicendogli «Mi si è accesa questa spia sul cruscotto».

Come leggere un’app di monitoraggio

Prenderò come esempio una delle più utilizzate e delle più complete, così da darti un’idea generale del tipo di dati che puoi trovare sulla tua bacheca.

Dati istantanei 

Mentre ti scrivo, il mio impianto fotovoltaico sta facendo il suo lavoro sul tetto di casa mia. Cosa mi dice questa tabella?

  • Che nella giornata di oggi il mio impianto ha finora prodotto 18,03 kWh, che dall’inizio del mese ne ha prodotti 264,83 e che da quando è stato installato la produzione è stata di 13,52 MWh (circa 7.000 kg di emissioni di CO2 evitate);
  • Che in questo momento la produzione istantanea è di 4,09 kW, di cui 0,67 kW stanno andando ad alimentare la mia casa, mentre il restante viene ceduto in rete. È il momento di far partire la lavastoviglie!

 

La potenza di picco

È arrivato il momento di fare una brevissima digressione: il mio impianto fotovoltaico ha una potenza di picco di 5,886 kWp, ma io non vedrò quasi mai quella potenza istantanea, perché quel dato altro non è che la somma della potenza nominale di ogni singolo modulo che lo compone. La potenza dei moduli è definita da un test (STC, Standard Test Condition) uguale per tutti, in cui si utilizzano parametri standard, tra i quali: orientamento perfettamente SUD 0°, inclinazione 25°, irraggiamento 1.000 watt/Mq, T° esterna 25° C…. A meno che il tuo tetto non centri perfettamente queste condizioni, è difficile che il tuo impianto arrivi a produrre istantaneamente quanto il suo picco nominale dichiara. Una fregatura? No. E adesso ti mostro il perché.

Questo è il grafico della giornata di Martedì 14 Aprile 2020. In verde trovi la produzione del fotovoltaico, con la sua classica forma a campana. Ora che le giornate si allungano, il sistema, a seconda dell’orientamento, si attiva prima delle 08:00, ha il suo picco intorno alle 13.00 e si spegne verso le 19.30.

La linea più irregolare segna invece i consumi elettrici della casa. Si colorano di Rosso quando quell’energia è stata prelevata dalla rete, mentre sono azzurri o blu a seconda che quell’energia sia fornita dal fotovoltaico o dalla batteria.
Cosa possiamo notare?

  • Non sono stata particolarmente attenta, quel giorno! Se vuoi utilizzare al meglio il tuo impianto fotovoltaico, devi cercare di spostare tutti quei picchi di consumo affinché rientrino “sotto la campana” del fotovoltaico. In questo modo, non solo starai utilizzando bene il tuo investimento, ma le bollette saranno molto più leggere.
  • Un picco di produzione altissimo è molto difficile da consumare. A volte ci si concentra nella ricerca del picco di produzione, dimenticandosi però che quel picco si trasformerà probabilmente in energia ceduta alla rete. Riuscire a consumare 6 kW costanti per più di mezz’ora è veramente difficile (a meno che tu non abbia una di quelle lavatrici del 1998). Un impianto fotovoltaico che non raggiunge mai il suo picco nominale non ha niente che non va e non ti sta facendo nessun torto, soprattutto se, come me, fatichi a consumare anche l’energia che normalmente produce.

 

Questioni di trasparenza

Insomma, avrai capito che sono una grande fan dei sistemi di monitoraggio, e lo sono sia in veste di professionista del settore, sia in qualità di proprietaria di un impianto fotovoltaico. Ritengo che si tratti di uno strumento veramente utile anche nel rapporto tra queste due figure. Attraverso il monitoraggio dei dati, una buona società installatrice è in grado di portare avanti il rapporto con i propri clienti in maniera trasparente, fornendo una consulenza che va oltre la sola vendita del sistema, cosa che riteniamo fondamentale in un sistema sfaccettato come il fotovoltaico.

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