In California una proposta di legge anticipa i tempi per la costruzione di  un’economia totalmente “carbon free” aumentando la soglia di utilizzo di energie rinnovabili.

Si chiama “America’s Pledge” l’iniziativa promossa dal governatore della California Jerry Brown e dall’ex sindaco di New York Michael Bloomberg per guidare gli Stati Uniti verso un’economia a basso impatto ambientale.

Secondo le previsioni contenute nel rapporto stilato dalla California Public Utilities Commission (CPUC), l’agenzia governativa che regola le attività delle grandi compagnie elettriche e del gas, la California raggiungerà il suo traguardo per l’utilizzo di energie rinnovabili con un anticipo di dieci anni sulla tabella di marcia originaria, quindi già nel 2020 anziché 2030.

Il rapporto Rps (Renewables Portfolio Standard), mostra l’evoluzione annuale del mercato nell’utilizzo delle energie alternative, stabilendo una serie di obiettivi intermedi. Entro il 2030 le fonti rinnovabili dovranno coprire il 50% dei consumi elettrici californiani.

Sulla base dei risultati ottenuti nel corso del 2016, secondo cui le tre grandi società elettriche dello Stato hanno superato ampiamente la quota di energia rinnovabile prefissata, si sono potuti fissare nuovi obiettivi, che prevedono il raggiungimento del traguardo “carbon free” nel 2045.

Con questi presupposti si arriverebbe già nel 2020, ad avere una copertura di energia green al 50%, dieci anni in anticipo sulle previsioni originarie. Un enorme passo avanti nell’utilizzo di fonti rinnovabili.

Il rapporto evidenzia anche come ci sia stata una notevole crescita dei parchi a energia eolica e solare, tanto che ad oggi, escludendo l’energia prodotta dagli impianti idrici del paese, le fonti rinnovabili rappresentano il 29% del mix elettrico con una produzione di oltre 22 GW.

Altra iniziativa, al momento accantonata, riguarda una maggiore integrazione del sistema elettrico della California con gli Stati confinanti così da poter effettuare scambi di energia pulita rendendo più efficiente lo sfruttamento dell’impianto e l’energia accumulata. In questo modo si andrebbe a rendere  più flessibile l’output di energia eolica e solare tra le diverse aree geografiche del paese, nei vari momenti della giornata.

Un primo passo in questo senso è stato fatto l’estate scorsa a Pechino quando il Governatore Brown ha siglato alcuni accordi con la Cina per rafforzare la collaborazione nel campo delle rinnovabili.

Al momento queste iniziative incontrano l’opposizione dei lavoratori preoccupati che l’ambizione nei confronti dell’energia solare possano minacciare la stabilità della rete e ridurre l’occupazione nel settore elettrico. I nuovi mestieri legati alle energie rinnovabili stanno invece creando un aumento dell’occupazione e, a tendere, la necessità di professionisti nel settore sarà determinante e indispensabile.

Non bisogna poi dimenticare i molteplici vantaggi che l’utilizzo di fonti rinnovabili apportano sia in termini di risparmio energetico che di sostenibilità ambientale.

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