Condivisione dell’energia e indipendenza dalla rete. La risposta ai desideri dei consumatori è nelle Sharing Energy. Vediamo come e perché.

Sharing Energy, mobilità elettrica e capillarità dei sistemi sono i concetti che per molti rappresentano le chiavi del futuro. Questo è quanto emerso durante il workshop tenutosi in occasione del TEDXVareseSalon, l’appuntamento varesino che, insieme all’organizzazione mondiale TED (Technology Entertainment Design), ha come obiettivo la diffusione di idee di valore. Dal 1984, anno della sua fondazione, le conferenze organizzate da TED hanno visto la partecipazione di personalità del calibro di Bill Gates o Richard Brandson, insieme a molti altri nomi illustri del panorama internazionale. L’organizzazione no-profit, nata in California, è cresciuta attraverso diverse iniziative. Una di queste è l’appuntamento annuale con la conferenza che si tiene nella città di Vancouver, unita ad altri numerosi eventi collaterali di minore entità, ognuno incentrato su uno specifico tema trattato da speaker d’eccellenza.

“Imprese che ispirano” è il titolo dell’appuntamento varesino tenutosi lo scorso 29 settembre presso la nuova sede Eolo di Busto Arsizio.. L’incontro ha visto la partecipazione di quattro relatori, il cui compito è stato quello di trasmettere le proprie esperienze di vita e di impresa come fonte di ispirazione. In seguito, professionisti provenienti da diversi ambiti e settori hanno preso parte a workshop interattivi con il compito di riflettere su un tema specifico; per farlo hanno utilizzato il metodo design thinking, del quale abbiamo già recentemente parlato a proposito delle smart grid:

https://greenbox.elmecsolar.com/energia-futuro/2018/fonti-alternative-e-smart-grid-energetiche-in-italia-un-progetto-che-prende-forma/)

Il futuro della connettività, la realtà aumentata e l’energia del futuro i tre macro temi trattati nei workshop, tra cui il tema specifico da noi proposto: ”Sharing Energy: uno sguardo alle comunità del futuro”.

L’occasione è stata dunque un importante momento di incontro tra professionisti, durante il quale è stato possibile confrontarsi circa il tema dell’energia condivisa e delle sue possibilità future. Da qui è emerso come la sharing energy rappresenti davvero la soluzione più adatta per il futuro dell’energia, con una conseguente rivoluzione nei sistemi di gestione della stessa.

Secondo quanto ipotizzato durante il workshop, infatti, il nuovo modello di scambio dell’energia, sarà più capillare poiché concentrato in aree e quartieri circoscritti.

Grazie al nuovo sistema, quindi, si verificherà un ampliamento della rete di mobilità elettrica ,rendendo fruibile lo stoccaggio e lo scambio di energia in qualsiasi momento della giornata. Gli esercizi commerciali, i servizi e i parchi auto, per esempio,  si adatteranno al nuovo sistema, rendendo sempre disponibile la carica di energia.

Il modello ipotizzato durante il workshop nella realtà trova già delle applicazioni, come nel caso del progetto americano “Mosaic”, esempio citato durante l’incontro, che rappresenta un modello di Social Lending in cui si prevede il finanziamento diretto tra privati e il cui obiettivo principale è la diffusione del sistema fotovoltaico. Un altro esempio è rappresentato dal progetto australiano “Solar schools” nel quale, considerando che i propri figli passeranno in media 8 anni nella scuola, sono i genitori stessi a finanziare l’installazione di un impianto fotovoltaico sui tetti delle scuole. Al termine del progetto, una volta rientrati dall’investimento, la scuola si è impegnata e restituire ai genitori l’importo speso, con tanto di interessi.

Esistono, però, anche progetti più ampi di condivisione dell’energia, come nel caso del “Brooklyn Microgrid”, presente con una rete di 50 nodi. Si tratta di un progetto a cura di LO3 Energy, azienda americana che si occupa di efficienza energetica e della software house ConsenSys che, installando smart meter, sono in grado di registrare l’energia generata e consumata dai pannelli solari posizionati sui tetti delle proprie abitazioni. Il tutto gestito e monitorato dal sistema di controllo Ethereum, che si appoggia alla piattaforma blockchain: un database distribuito, costituito da blocchi di dati in grado di memorizzare le transazioni.

A tal proposito, come riportato dalla rivista ZeroUno, durante la conferenza “Business of Blockchain” tenutasi nel campus dell’univrsità di Cambridge nell’Aprile 2017, lo stesso Lawrence Orsini – fondatore dell’azienda LO3 Energy- ha dichiarato: “la distribuzione dell’energia mediante lo sfruttamento di questo protocollo avviene in modo più efficiente rispetto alla trasmissione a distanza; inoltre i quartieri diventano di fatto più resilienti alle interruzioni di corrente, consentendo di soddisfare la domanda anche quando i fabbisogni energetici hanno dei picchi. Questa iniziativa imprenditoriale è inoltre in linea con il crescente sostegno dei cittadini alle energie rinnovabili , ai sistemi energetici distribuiti e decentralizzati e ai gruppi di acquisto locale”.

Quanto affermato dal fondatore di LO3 Energy riassume i vantaggi che deriverebbero dall’adozione del nuovo modello energetico, oltre ai risparmi a livello economico che si avrebbero come conseguenza diretta del raggiungimento dell’indipendenza energetica.

Il nuovo progetto, come riportato dalla stessa rivista, può coesistere con le società di produzione di energia. É il caso della svedese Vattenfall, quarto fornitore europeo di energia, che ha lanciato in Olanda la startup Powerpeers. L’azienda, basata sulla tecnologia blockchain e composta da un sistema di smart contract, permette ai singoli produttori di energia da fonti rinnovabili e ai singoli consumatori, di vendere e acquistare energia elettrica.

Questo nuovo modello energetico, quindi, non è solo frutto del pensiero di coloro che hanno partecipato al workshop varesino, ma si presenta come un progetto concreto, evoluto e già applicabile.

Rimangono come unico ostacolo da superare le normative, che al momento non permettono una gestione completamente autonoma dell’energia. Nel frattempo, sia privati che industrie possono iniziare ad approcciare il modello energetico grazie all’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia, traendone effettivi vantaggi sin da subito. Così facendo, è possibile intraprendere un lungo percorso di evoluzione energetica che, a detta di molti e secondo le indicazioni del governo globale, non è poi così lontano.

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