Fonti di energia rinnovabile, sostenibilità ambientale e sociale ed un processo di economia circolare caratterizzano le nuove aziende.

Cento, è il numero delle società più sostenibili al mondo, grazie anche all’utilizzo di energia green, classificate durante il World Economic Forum tenutosi la scorsa settimana nella cittadina svizzera di Davos. Globalizzazione e cybersecurity i temi dell’incontro.

Giunto alla sua 49esima edizione, durante l’appuntamento mondiale, che ha visto la presenza di tremila invitati tra capi di Stato, organizzazioni internazionali, business leader e accademici, si è discusso anche di ambiente e biodiversità, sociale ed economica.

Due aziende italiane presenti nella classifica dell’energia green

Come ogni anno, a sostegno della tematica ambientale, è stata stilata la classifica Global 100, ovvero la classifica delle 100 società nel mondo maggiormente impegnate sui temi relativi all’ambiente ed al sociale. Due le aziende italiane presenti: Banca Intesa Sanpaolo, la quale considera la tematica del cambiamento climatico un aspetto fondamentale della più ampia strategia sociale, ed Erg, primo produttore in Italia di Energia eolica.

Al primo posto della classifica l’azienda danese attiva nel campo delle biomasse, Chr. Hansen Holding, le cui entrate sono per l’80% provenienti da rinnovabili e soluzioni naturali. Al secondo posto troviamo invece il famoso gruppo di moda francese Kering SA con una produzione pari al 40% da fonti sostenibili. A chiusura del podio, la raffineria irlandese Neste Corporation che utilizza biocarburanti rinnovabili.

Complessivamente, tra il 2005 e il 2018, le società Global 100 hanno realizzato un rendimento netto dell’investimento del 127,35%, rispetto al 118,27% un dato importante che fa riflettere sull’efficacia della sostenibilità in azienda.

Crescono i contratti di energia green

In generale, nel panorama mondiale, crescono le aziende alimentate 100% da rinnovabili.

Ultima di questa lista il colosso americano della birra Budweiser che ha da poco annunciato di aver raggiunto il 100% di consumi energetici da fonti di energia green. Traguardo che la nota casa di birre ha voluto comunicare anche sulle sue etichette con l’aggiunta di un marchio dedicato. Considerando che solo Budweiser vende circa 41 milioni di birre in tutto il mondo, in meno di una settimana, l’effetto derivante dall’utilizzo di energie sostenibili da parte dell’azienda è paragonabile all’eliminazione di 48 mila fuoristrada all’anno.

Dato che conferma i volumi stimati Da Bloomberg New Energy Finance secondo il quale 13,4 Gigawatt di energia sostenibile sono stati prodotti nel 2018, con un incremento di 6,1 Gigawatt rispetto al 2017.

Cosa spinge le aziende a scegliere fonti rinnovabili di energia?

In qualche caso per ragioni di marketing, in altri casi per politica aziendale ma, più in generale, per soddisfare le richieste dei fondi di investimento sempre più attenti alle dinamiche di rispetto dell’ambiente e lotta al cambiamento climatico.

In alcuni casi si parla di sostenibilità a 360°: ne è un esempio la nota catena di coffee bar Starbucks. L’azienda, già dalla sua fondazione, nel 1971 ha voluto prestare particolare riguardo alla tematica, come la stessa sostiene nella sua policy: “non basta acquistare il caffè migliore ma è importante anche che questo provenga dai mercati in cui è coltivato responsabilmente.. Tutti i fornitori sono selezionati secondo standard di responsabilità, in modo da garantire la provenienza etica non solo dei prodotti alimentari, ma anche degli arredi e dei grembiuli indossati dai loro “partners”.

”Allo stesso modo tutti i materiali di consumo presenti negli store sono realizzati con materiale riciclato e campagne dedicate favoriscono l’utilizzo di tazze personali e riciclabili così da evitare di acquistarne e buttarne ogni volta di nuove. Un ciclo continuo che termina con l’utilizzo dei fondi del caffè per il compostaggio delle piantagioni. Un impegno in vero e proprio “stile” economia circolare che si traduce in cinque sezioni, individuate dalla catena stessa:: riciclaggio, fonti energetiche, fonti idriche, cambiamenti climatici e “Green Store“.

Per concludere si potrebbe citare un dato: solo nell’ultimo anno è stato stipulato il 40% dei contratti di energia pulita, per un totale di 32 Gigawatt, dal 2007, volendo fare un paragone, il quantitativo di energia necessaria per soddisfare tutti i Paesi Bassi. Ulteriore conferma del cambio di rotta che sta caratterizzando politiche e imprese del mondo.

A breve, a sostegno di una maggiore sostenibilità ed efficienza in azienda, i nuovi incentivi per il fotovoltaico che permettono tempi di ritorno dell’investimento sempre più competitivi.

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