Cos’è l’economia circolare? Quali sono i principi base su cui si fonda? Grazie all’esempio di coloro che per primi hanno deciso di intraprendere questo passo evolutivo.

E’ il 1967 quando la Commissione Europea presenta un rapporto dal titolo: “The Potential for Substituting Manpower for Energy“, all’interno del quale viene introdotto, per la prima volta,  il concetto di Economia Circolare. Come venne descritto dagli stessi ideatori, Walter Stahel e Genevieve Reday, con questo termine si voleva intendere un nuovo modello di economia che avrebbe avuto impatti anche sul tasso di occupazione, sul risparmio delle risorse e sulla riduzione dei rifiuti. È solo dal 2006, però, che attraverso il piano politico attuato dalla Cina, ha inizio una vera e propria promozione e divulgazione di questo nuovo sistema.

I maggiori obiettivi, legati all’introduzione di questo innovativo modello economico sono, innanzitutto, l’estensione della vita dei prodotti, la produzione di beni di lunga durata, le attività di ricondizionamento e la riduzione della produzione di rifiuti, il cui fine ultimo è quello di favorire la promozione di servizi, rispetto a quella dei prodotti.

Un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo”. Questa la definizione data dall’Ellen MacArthur Foundation, la fondazione americana impegnata nello sviluppo dell’economia circolare, definizione che lascia poco spazio all’immaginazione e che mette in evidenza la parola d’ordine a capo di questo nuovo sistema:  “rigenerarsi”.

Il primo passo per attuare concretamente il passaggio verso un modello di economia circolare, riguarda l’adozione di un approccio circolare. Questo significa rivedere tutte le fasi della produzione e prestare attenzione all’intera filiera coinvolta nel ciclo produttivo, come indica la stessa definizione rilasciata dalla fondazione americana.

Ed è proprio da quella definizione che nascono i cinque principi base su cui si fonda l’intero modello di economia circolare. Vediamoli insieme:

  1. ECO PROGETTAZIONE che, già dai primi attimi, tenga conto di tutta la vita del prodotto, compreso il suo smaltimento;
  2. MODULARITÀ E VERSATILITÀ, caratteristiche che consentono al prodotto di potersi adattare alle condizioni esterne;
  3. ENERGIE RINNOVABILI, da introdurre e utilizzare per tutta la durata del processo produttivo, a discapito delle fonti fossili;
  4. APPROCCIO ECOSISTEMICO, basato sull’attenzione verso tutte le componenti del sistema;
  5. RECUPERO DEI MATERIALI, favorendo il riciclo e il riuso rispetto a prodotti e beni di nuova produzione.

Un modello completo, quindi, il cui iter va dalla fase di progettazione di un prodotto, alla sua produzione, fino alla  sua capacità di essere riciclato una volta arrivato a fine vita.

Come per ogni novità, soprattutto quando si parla di temi sensibili, non mancano le perplessità. In questo caso, i maggiori dubbi, sono nati in riferimento alle tempistiche necessarie per la modifica del sistema e del processo, oltre alla paura di eventuali intoppi ed eccessivi dispendi economici.

A questo proposito, esistono numerose aziende che stanno già adottando questo nuovo approccio produttivo e che hanno deciso di portare la loro testimonianza a dimostrazione dei vantaggi che, la sua adozione, ha portato all’azienda stessa.

Un esempio è rappresentato da imprese del calibro di Bulgari o di Whirlpool, che hanno trasmesso la loro testimonianza positiva sul palco del Sustainable Procurement Summit, l’evento annuale organizzato dalla testata giornalistica The Procurement dedicato alla sostenibilità dei processi di acquisto nelle aziende, che ha avuto luogo presso il nuovo HeadQuarter di Whirlpool Emea, in provincia di Milano.

Questa importante occasione, ha messo a confronto diverse aziende sui temi dell’economia circolare e della filiera operativa sostenibile. Un giornata all’insegna del dibattito e dello scambio di informazioni da cui è emerso, fin da subito, quanto sia importante adottare questo nuovo modello partendo proprio dalla scelta dei fornitori, aiutandoli a promuovere ed implementare metodologie sostenibili.

Lo stimolante e innovativo scenario dell’evento, ha fatto da sfondo alla testimonianza dell’azienda tessile Mantero seta. L’impresa comasca ha deciso di rinnovare la propria azienda sposando gli obiettivi individuati dall’Onu per lo sviluppo sostenibile, da qui al 2030.

Tra le manovre attuate dall’impresa, troviamo la recente installazione di un impianto fotovoltaico da 420 KWp a cui farà seguito un ulteriore ampliamento. Questa scelta ha dato all’azienda la possibilità di sfruttare una parte della sua superficie altrimenti non utilizzata e, al contempo, ha aumentato la competitività del processo produttivo aziendale.

L’impresa, in più, ha deciso di installare un impianto di illuminazione led che ha generato sin da subito un risparmio energetico del 62%.

Queste sono solo due tra le manovre più importanti attuate dalla realtà comasca che hanno migliorato sia la qualità lavorativa che i suoi profitti. Un progetto al quale, come Elmec Solar, siamo fieri di aver contribuito, partecipando in prima persona.

Per concludere, volendo fare una riflessione su quanto detto fino ad ora, il modello di economia circolare non deve risultare come un pericolo ma, al contrario, rappresenta uno stimolo volto alla sostenibilità e al miglioramento dei processi aziendali. Un metodo che richiede a tutti gli effetti un processo attento, senza limiti di tempo. Ogni momento è utile per intraprendere un percorso che, secondo i dettami internazionali, in futuro rappresenterà il modello economico aziendale per eccellenza.

Ottieni maggiori informazioni sulle soluzioni per il risparmio energetico in azienda alle pagine dedicate:

http://www.elmecsolar.com/fotovoltaico-per-le-aziende

http://www.elmecsolar.com/illuminazione-led-per-le-aziende

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