Tecnologia, digitalizzazione e comunità energetiche nel futuro degli italiani. Queste le previsioni per l’anno nuovo verso la transizione energetica, secondo il FORUM ITALIA SOLARE 2018.

Il mercato italiano è pronto per ripartire più competitivo che mai.  Tecnologia, know-how, investitori ed obiettivi di crescita non mancano, ma restano da regolamentare le condizioni per l’avvio della transizione energetica. Queste le considerazioni emerse dal FORUM ITALIA SOLARE 2018 “A Vision for the Energy Transition in Italy”, tenutosi a Roma lo scorso dicembre. Incontro al quale noi di Elmec Solar abbiamo avuto il piacere di assistere in prima persona.

L’evento, come racconta la stessa organizzazione, ha registrato oltre 400 partecipanti, un’affluenza che non si vedeva dagli anni d’oro del fotovoltaico, a dimostrazione del rinnovato interesse per il settore. L’occasione ha fatto sì che istituzioni, regolatori, investitori e produttori si siano confrontati sul futuro energetico italiano. Tra i partecipanti, il CEO del GSE Roberto Moneta, rappresentanti di governo ed associazioni internazionali del mondo del fotovoltaico, con l’obiettivo di aggiornare ed informare i rappresentanti del settore.

Primo tra gli obiettivi europei da soddisfare entro il 2030: il raggiungimento del 30% del consumo di energia da fonti rinnovabili. Fondamentale in questo senso sarà per i cittadini il diritto di produrre energia sostenibile, per il proprio consumo, così come il diritto di immagazzinarla e di vendere la produzione in eccesso. Per il nostro Paese ciò significa raggiungere 50-55 GW di potenza fotovoltaica, contro gli attuali 20 GW, con una produzione pari a circa 80 TWh in un lasso di tempo di 12 anni, passando quindi dagli attuali 400 MW annui di nuova potenza installata a oltre 5 GW. Obiettivo impegnativo ma realistico secondo quanto sostenuto dagli stessi partecipanti del Forum.

I modelli europei verso la transizione energetica

A sostegno degli obiettivi italiani ed europei, la nuova direttiva RES di Bruxelles, per cui autoconsumo, comunità energetiche e stabilità degli investimenti rappresentano le pietre miliari e saranno a fondamento della transizione energetica verso fonti non fossili entro il 2030, così come dichiarato da Francesco Maria Graziani della Commissione Europea, Direzione Energia. Direttiva che dovrà essere recepita entro il 2021 da tutti gli Stati membri.

É chiaro dunque che, per far sì che vengano raggiunti gli obiettivi, è necessario basarsi su di un nuovo modello già presente in alcune realtà europee come l’Austria, in cui è già consentito l’autoconsumo collettivo o come l’Olanda, dove è possibile vendere l’energia a comunità e quartieri limitrofi. In Estonia e Danimarca, open data e digitalizzazione hanno permesso la creazione di “data hub” per scambiare dati legati all’energia, agevolando così il controllo e la gestione, anche e soprattutto, da parte delle aziende. Per ultima, la Spagna, ha introdotto una nuova normativa per l’autoconsumo flessibile. A noi italiani non resta altro che seguire la scia.

La via sembra essere quella giusta, così come dimostrano i numeri, tra cui, in primis, un calo del prezzo dell’energia del 90% grazie alla riduzione dei costi della tecnologia. I tempi sono quindi maturi: ciò di cui necessitiamo ora è una semplificazione della normativa e delle procedure per la realizzazione e gestione degli impianti. Nel complesso, giocano un ruolo fondamentale digitalizzazione e tecnologia in quanto in grado di consentire la comunicazione, raccolta e gestione dei dati, in tempo reale. Grazie alla blockchain, “il registro digitale”, sarà inoltre possibile gestire i flussi di acquisto e vendita dell’energia e misurare i propri consumi, attuando strategie di risparmio energetico.

Questo permetterà la condivisione di energia e la misurazione di essa con una conseguente ottimizzazione della rete.

In conclusione, l’incontro romano ha voluto mettere a confronto rappresentanti del mondo del fotovoltaico e non sulle condizioni necessarie per consentire al mercato di svilupparsi al meglio, tornando ad essere leader in Europa. I presupposti ci sono tutti, nuove proposte e normative sono in fase di progettazione, per cui non resta altro che rimanere aggiornati e cavalcare l’onda.

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