In questo articolo sintetizziamo i temi della seconda serata di IMPARARE A RISTRUTTURARE, un ciclo di incontri finalizzati ad agevolare chi sta affrontando, o deve affrontare, lavori di ristrutturazione o di ricostruzione edilizia

Caldaia a condensazione, pompa di calore, pannelli radianti, biomassa, caldaia a pellet, ventilconvettori, split, sistemi combinati di riscaldamento/raffrescamento sono solo alcune soluzioni impiantistiche possibili e che concorrono a migliorare l’efficienza di un’abitazione. Tutte soluzioni facilmente applicabili, ma se non correttamente progettate, possono portare a non pochi problemi. Infatti, in tema di impiantistica, uno degli errori più comunemente commessi è proprio questo: optare per una soluzione senza pensare al contesto dell’immobile o alle abitudini ed esigenze di chi ci abita. Semplice dunque pensare a cosa ne consegue:

  • errati dimensionamenti degli impianti;
  • sprechi energetici e inquinamento ambientale;
  • insoddisfazione dell’utenza;
  • perdita di opportunità di realizzare impianti evoluti e più efficienti.

L’incontro IMPIANTISTICA (secondo evento che si inserisce nel ciclo di appuntamenti di IMPARARE A RISTRUTTURARE), guidato dall’ing. Francesco Fiori di SFP TECH, è partito proprio da qui: dalla grande confusione che gira intorno al tema della ristrutturazione e dal fatto che non esista un’unica soluzione. Le soluzioni sono tante in base alle esigenze, in base al tipo di intervento e in base al risultato che si vuole ottenere.

A titolo di esempio, sono stati portati dei casi di interventi in cui si è andati a lavorare sull’alta efficienza abbassando le spese di energia dal 30 al 50% e con un ritorno dell’investimento di circa 4 anni. Vediamoli insieme:

Caso 1: obiettivo ridimensionare

Complesso residenziale degli anni ’90 a gas naturale con una potenza installata di 873 kW termici. L’operazione semplice sarebbe stata quella di convertire l’impianto da tradizionale ad alto rendimento a condensazione erogando la stessa potenza. Da un’analisi del fabbisogno medio richiesto dall’edificio però si evince che l’impianto era di gran lunga sovradimensionato, infatti, la richiesta media dell’edificio è di 172 kW. In questo caso, con un corretto dimensionamento, si sono ridotti gli spazi tecnici e i consumi elettrici ottenendo un risparmio in esercizio superiore al 50%.

Caso 2: obiettivo semplificare

Nel secondo caso ci trasferiamo in una residenza privata piuttosto ampia (circa 2000mq di volume lordo) in cui il riscaldamento degli ambienti è ottenuto da:

  • radiatori e ventilconvettori (piano interrato)
  • pannelli radianti a pavimento (piano terra)
  • radiatori; (primo piano e sottotetto).

Da un’analisi è emerso che il piano terra ed il primo piano risultassero essere utilizzati con continuità. Di conseguenza la soluzione consigliata in questo caso è stata quella di installare una pompa di calore che andasse ad integrare l’impianto a pannelli radianti a pavimento dei piani terra e primo congiuntamente all’impianto fotovoltaico, anch’esso pre-esistente. Con questo intervento si è raggiunto il 50% di risparmio ed una semplificazione dell’impianto complessivo.

Caso 3: obiettivo riqualificare

Nel terzo caso invece si è preso in considerazione il progetto di una grossa residenza che è stata completamente riqualificata. Il vantaggio qui risiede nella possibilità di progettare in maniera congiunta l’involucro esterno e gli impianti da abbinare: investendo nella coibentazione e quindi raggiungendo un maggiore isolamento termico, si risparmia conseguentemente dal punto di vista impiantistico. In questa circostanza si è passati da un impianto con potenza installata pre-intervento di 214 kW termici a un impianto ibrido composto da caldaia a gas e pompa di calore per un totale di 71,6 kW termici.

La partecipazione è stata molto alta durante la serata e si è dedicato un ampio spazio alle domande, in cui sono state approfondite diverse casistiche e diverse tecnologie toccando i temi relativi al trattamento dell’aria, impianti di ventilazione meccanica e demineralizzazione dell’acqua. I temi sono tanti e complessi, così come le soluzioni.

Sembra banale dirlo, ma in realtà una soluzione esiste: affidarsi a professionisti competenti che sappiano fare un’analisi della situazione di partenza e degli obiettivi da raggiungere, consigliando la miglior soluzione.

Rimani informato sui prossimi appuntamenti di IMPARARE A RISTRUTTURARE e registrati alle serate di tuo interesse.

Post Precedente I valori dietro al marchio Cesare Baroli 1947: tradizione, innovazione e rispetto dell’ambiente
Post Successivo Come trasformare l’esperienza di acquisto del tuo punto vendita con l’illuminazione