Quali sono le soddisfazioni di avere una casa no gas? Lo abbiamo chiesto a una coppia di nostri clienti che, nel 2018, ha deciso di portare avanti un progetto sostenibile per una casa efficiente.

Ma andiamo per ordine. Capiamo cosa significa progettare una casa no gas e quali soluzioni vengono proposte per il riscaldamento elettrico.

Da gas a elettricità

Una casa che non utilizza combustibili fossili, gassosi o da fonti non rinnovabili ha diversi nomi: potresti aver sentito i termini casa no gas, o gas free o NZEB (Nearly Zero Emission Building).  Si tratta di edifici che hanno un’altissima capacità energetica e, quindi, con un bassissimo impatto ambientale e costi di gestione quasi nulli. La richiesta bassissima di fabbisogno energetico fa sì che l’alimentazione della casa possa essere garantita da energia proveniente da fonti rinnovabili.

In una casa no gas non esistono termosifoni: oggi la soluzione più originale e diffusa è il riscaldamento a pavimento con pompa di calore che sfrutta l’energia termica di aria acqua e terra.

Il ruolo chiave di un termotecnico

Il primo passo che i nostri clienti hanno fatto, che è poi quello che consigliamo sempre, è stato quello di coinvolgere un termotecnico che li ha saputi guidare nelle scelte impiantistiche: la loro casa è dotata infatti di un cappotto termico, tripli vetri per i serramenti e, chiaramente, di un riscaldamento a terra abbinato a pompa di calore. Il completamento logico e naturale? Abbiamo detto poco fa che una casa no gas è alimentata per lo più da fonti rinnovabili. Va da sé che è difficile non trovare sul tetto di un’abitazione cosi progettata un impianto fotovoltaico e un annesso sistema di accumulo dell’energia.

Un risparmio considerevole

L’impianto proposto è costituito da moduli SunPower, inverter e ottimizzatori Solaredge e batteria LG Chem Resu e ha una potenza di 5,88 kWp con una capacità di accumulo di 9,8 kWh.

Questa configurazione, studiata sulla base dei consumi, ha permesso un notevole risparmio: nel 2019 l’impianto ha prodotto 7,67 MWh coprendo i consumi della casa del 48%, raggiungendo il 93% nei mesi estivi. Questo si traduce in circa 100 Euro di bolletta elettrica al mese!

Uso consapevole dell’impianto fotovoltaico

L’uso consapevole della tecnologia fotovoltaica porta a un controllo meticoloso dei consumi e a un conseguente cambio delle abitudini per andare a sfruttare al massimo la propria energia gratuita e rinnovabile. Infatti, con il passare del tempo e con il sistema di monitoraggio sempre sotto mano, si prende sempre più consapevolezza dell’utilizzo dell’impianto e delle azioni correttive per migliorarlo. Se prendiamo in considerazione l’anno 2020, notiamo un innalzamento della percentuale che indica quanto la produzione fotovoltaica abbia coperto i consumi della casa: siamo al 60% (da gennaio a settembre), arrivando addirittura al 98% nel mese di luglio. L’indipendenza energetica è il sogno della maggior parte dei nostri Prosumer (comp. Pro(ducer) – (con)sumer. Produce l’energia che usa, la accumula e la scambia con la rete o con altri produttori); una condizione che si può sfiorare nei mesi estivi, ma non raggiungibile del tutto per due motivi principali: i costi fissi di energia elettrica non si possono azzerare, proprio per il fatto di avere un contatore; la discontinuità di irraggiamento dei mesi invernali non permette la regolare carica della batteria di accumulo e quindi di attivarsi tutte le volte che l’impianto non eroga energia.

Un investimento green

I dati di una casa no gas in sostanza ci raccontano che si può fare affidamento sull’impianto fotovoltaico e sistema di accumulo per circa i 3/ 4 dei consumi totali e che a fronte di una spesa di circa 18.000 Euro, l’investimento si può ripagare nel giro di 8 anni, considerando, in questo particolare caso, la possibilità di detrarre fiscalmente la metà dell’importo. Niente male se a questo si aggiungono 7mila kg di emissioni di Co2 evitate, corrispondenti a 214 alberi piantati in quasi 3 anni. Un favore che ogni prosumer fa a se stesso e all’ambiente.

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