Cosa sono le batterie al sale e come funzionano: dalla scoperta della tecnologia sodio-nichel, alle più recenti applicazioni in campo industriale e residenziale, fino al concetto di smart grid energetica.

Sino ad oggi il mercato è stato dominato dall’utilizzo delle batterie al litio. Nate in America nel 1912 grazie a Gilbert N. Lewis, che ne sviluppò la tecnologia, si diffusero, ad uso commerciale nel 1991, grazie a Sony.  Questa ne permise l’ampio utilizzo in diversi ambiti e permise la successiva diffusione su larga scala degli smartphone.

Nel corso degli anni però si è presa coscienza dei diversi svantaggi correlati all’utilizzo di questo tipo di batterie. Degrado progressivo, pericolo di eccessivo surriscaldamento e autocombustione, difficoltà e costi elevati nell’approvvigionamento della materia prima, e  infine, l’impossibilità di riciclo del litio.

Per questo, nel 2011, la FIAMM decise di investire tempo e risorse per individuare una soluzione alternativa all’utilizzo di questo tipo di tecnologia, arrivando alla scoperta delle batterie alimentate da sodio-nichel.

Questo nuovo sistema di alimentazione energetica utilizza il sale da cucina, materiale quindi facilmente reperibile e a basso costo, privo di rischi per la salute, capace di mantenersi “attivo” anche in caso di black out e completamente riciclabile.

Ad oggi, FZSonick, società del gruppo FIAMM S.P.A. , produce e distribuisce accumulatori sodio-nichel per l’avviamento delle auto e per uso industriale, rappresentando un punto di forza anche nell’energy backup per società come Telecom e Siemens. L’Azienda sta inoltre sviluppando soluzioni per i trasporti come la versione elettrica del furgone Iveco DAILY a zero emissioni, il bus spagnolo Irizar i2e di 12 mt, totalmente elettrico, o il sistema di backup per la linea ferroviaria tedesca Bombardier.

Nonostante i numerosi progressi fatti, fino allo scorso anno il tentativo di utilizzare il sodio per l’energy storage non aveva ancora ottenuto i risultati sperati.

A dare una svolta in positivo è stato uno studio dell’Università di Stanford, condotto dall’ingegnere Zhenan Bao, insieme ai collaboratori scienziati Yi Cui e William Chuehha. Loro il merito di aver sviluppato un nuovo processo in grado di migliorare notevolmente le prestazioni della batteria grazie ad un flusso di elettroni. Il risultato della ricerca ha evidenziato un’efficienza energetica superiore all’87% rispetto agli standard di riferimento e un potenziale risparmio dell’80%.

E’ invece Made in Italy uno dei primi esempi concreti di utilizzo di questo nuovo sistema di accumulo. L’impianto, situato presso la stazione elettrica di Codrongianos, in Sardegna, avrà il compito di stabilizzare la rete, immagazzinando l’energia prodotta dalla centrale, per renderla poi disponibile durante i picchi di richiesta elettrica o durante eventuali cali di tensione. Il progetto rientra nel piano di sicurezza del sistema elettrico nazionale di Terna.

Ma le applicazioni ad alta efficienza si registrano anche nel segmento del fotovoltaico residenziale.

Un’evoluzione che prende il nome di ZheroSystem, un sistema di accumulo progettato da Une in collaborazione con FzSonick, controllata del gruppo FIAMM. Un nuovo sistema totalmente Made in Italy che grazie all’innovativa batteria al sale, è il primo sistema a permettere il riciclo di tutti i suoi componenti, diventando a tutti gli effetti il primo sistema 100%  green sul mercato.

Grazie a questa nuova tecnologia, ZheroSystem risulta molto più sicuro dei tradizionali sistemi di accumulo poiché elimina il pericolo di combustione. La mancanza di emissioni nocive, inoltre, lo rende totalmente ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente.

La tecnologia a batterie al sale, è un’ottima soluzione per tutte le nuove costruzioni che mirano a livelli di efficienza più elevati e in generale, per chiunque desideri compiere un passo decisivo verso l’autosufficienza e il risparmio energetico. Zhero è il sistema ideale per le “case passive”, edifici in cui il benessere termico viene assicurato senza o con un minimo contributo energetico interno (caldaia, termosifoni, ecc), utilizzando invece l’energia proveniente da fonti rinnovabili.

La diffusione di Zhero rappresenta un passo decisivo verso le reti elettriche del futuro, le Smart-Grid.

Questo modello distributivo di energia si fonda sulla condivisione del surplus energetico prodotto da diversi impianti interamente connessi tra loro e, a monte, integrati con la rete elettrica tradizionale. Concretamente, se tutte le abitazioni di un quartiere fossero dotate di un Sistema Zhero, gli utenti potrebbero condividere il loro surplus energetico all’interno di una rete di proprietà per poi utilizzare l’energia nei momenti di deficit.

Grazie a questo sistema intelligente, si garantirebbe la gestione in totale autonomia dei flussi di energia assicurando a tutti l’approvvigionamento energetico nel modo più efficiente.

In questo modo l’autonomia energetica verrebbe estesa a quartieri e città, determinando l’abbattimento delle emissioni dannose nell’ambiente e una conseguente svolta ecosostenibile epocale.

Un primo esempio di utilizzo della batteria ZheroSystem si trova nel rifugio “Bivacco Gervasutti”,

situato nel ghiacciaio Freboudze di Courmayeur.Il rifugio è alimentato da pannelli fotovoltaici e da accumulatori al sale situati sotto il pavimento,  rappresentando, ad oggi,  il primo esempio di rifugio totalmente off-grid!

Continua a seguirci per avere maggiori informazioni su questi ed altri argomenti legati al risparmio energetico.

Per scoprire di più su ZheroSystem e i sistemi di accumulo, visita il nostro sito alla pagina: http://www.elmecsolar.com/batterie-di-accumulo-dell-energia.

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2 commenti

  • Mi chiedo solo perché se il sale é così vantaggioso non abbia tolto dal mercato il litio.
    Sembra il contrario.

    • Probabilmente le ragioni sono molteplici. Sicuramente dietro il mercato del litio ci sono diversi interessi e mega multinazionali che stanno facendo investimenti molto consistenti. E’ una tecnologia che ha origine con l’avvento dei telefonini e che ne sfrutta l’enorme diffusione. La tecnologia al sale ha una storia meno recente e per quanto riguarda l’applicazione in campo storage per fotovoltaico nel residenziale esiste un solo prodotto al mondo…sicuramente la strada da fare è ancora tanta.