Cosa succede a chi non paga le bollette di fornitura elettrica? In cosa consiste il fenomeno del “turismo” delle bollette? Quali sono le possibili soluzioni? Vediamolo insieme.

Da qualche giorno si sente parlare di aumento della bolletta elettrica come conseguenza dei debiti causati degli insolventi. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il Tar e il consiglio di stato hanno stabilito che una prima parte di “oneri generali” elettrici arretrati, circa 280 milioni, verrà suddivisa tra le bollette di tutti gli utenti. Nella bolletta elettrica degli italiani, come da delibera di Arera (società degli acquedotti e dei rifiuti), verrà aggiunta una nuova voce di costo dovuta al debito generato dalle aziende in crisi che, sino ad oggi, hanno evaso la bolletta. Questo insoluto è stato causato dai debiti di alcune società elettriche dovuti a errori commerciali, condizioni di mercato e per le sofferenze create dai clienti morosi. Ad ogni modo la decisione riguarda solo una parte del debito, ovvero tutti quegli oneri che sono già stati versati dai venditori e non sono stati incassati.

A quanto ammonta l’importo totale da saldare? Come riportato dal Sole24ore è impossibile al momento fare un stima esatta ma sembra che il saldo si aggiri intorno al miliardo di euro. Solo nel 2016, la richiesta di distacco dei contatori non domestici da parte dei fornitori, è arrivata addirittura al 5,8%. Un dato certamente allarmante, che si spiega con il fatto che nel corso degli ultimi anni proprio i fornitori hanno dovuto riconoscere ai distributori gli oneri non incassati.

Una delle maggiori cause della situazione attuale è il cosiddetto fenomeno del “turismo dell’elettricità”.  Prima di subire il recesso di contratto e avviare le pratiche di recupero del credito, fino all’eventuale distacco della fornitura, è infatti necessario che vengano registrati innumerevoli insoluti, concedendo in questo modo,  all’utente moroso, facoltà di cambiare fornitore.

Un problema che potrà finalmente essere risolto quando il Sistema Informatico Integrato sarà in grado di rendere disponibili i dati dei consumatori. Solo in questo modo le società elettriche potranno verificare se il cliente abbia delle pendenze e decidere se assumersi il rischio di stipulare nuovo contratto di fornitura.

Una ragione in più, per aziende o soggetti privati, di guardare al fotovoltaico e alle soluzioni di accumulo energetico come una possibile alternativa ai crescenti problemi di fornitura elettrica. Divenire produttori indipendenti della propria energia e incrementare in questo modo la propria soglia di autoconsumo, permetterebbe infatti di rimanere allacciati alla rete elettrica nazionale per le sole cause di backup del proprio fabbisogno.

Grazie all’installazione di un impianto fotovoltaico e all’utilizzo di un sistema di accumulo si andrebbe a ridurre il quantitativo di energia acquistato dalla rete elettrica compensandolo piuttosto con l’energia venduta in rete.

Naturalmente, un mondo in cui tutti hanno il proprio impianto fotovoltaico, non eviterebbe il persistere di pratiche poco trasparenti ma, grazie alla maggior autosufficiente energetica, il conseguente impatto economico ne sarebbe certamente ridimensionato.

Come abbiamo detto, questo è solo uno dei tanti motivi per incentivare i consumatori a volgere lo sguardo verso un’economia sempre più sostenibile.

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