Diversificazione energetica e fonti rinnovabili. All’Enel Focus On, con la direttrice dell’ONG internazionale “The Climate Group”, si discute di rivoluzione green e dell’importanza delle energie alternative

La sola strada possibile è mettere insieme le grosse corporation, le ong, le utilities e i governi, affinché tutti insieme realizzino un cambio di paradigma nelle politiche e nei mercati.” Sono queste le parole di Amy Davidsen, direttore esecutivo per il Nord America del Climate Group, l’organizzazione internazionale no profit a sostegno della tutela del clima. Dal 2004 si occupa attivamente di accelerare lo sviluppo sostenibile delle aziende e contrastare i cambiamenti climatici, anche grazie ad imprese e leader di governo mondiali, a partire da Stati Uniti e India.

Il 27 Giugno scorso, Amy Davidsen ha partecipato come ospite d’onore all’Enel Focus On, arrivato alla sua decima edizione. L’appuntamento, che si è tenuto presso il Faculty Club dell’Università di Harvard, ha posto al centro della discussione la transazione energetica delle aziende verso l’utilizzo di fonti rinnovabili. La Davidsen, speaker d’onore dell’incontro, ha esordito con la sua riflessione personale riguardo ad una possibile strada futura che miri ad un radicale cambio di rotta delle politiche e dei mercati, aggiungendo: ”Il nostro approccio al cambiamento climatico è sempre stato quello di vederlo non come un problema, ma come un’opportunità, per creare un mondo migliore tramite l’innovazione tecnologica”.

Secondo la direttrice americana, infatti, per riuscire ad abbassare la temperatura del pianeta, è necessario rivedere e trasformare l’intero settore energetico mondiale, producendo energia esclusivamente da rinnovabili. Fondamentale, è che le aziende si impegnino ad utilizzare soltanto questo tipo di fonti, sia per il settore produttivo che per quello dei servizi e dei trasporti. Grazie a questo obiettivo comune, ad oggi, il Climate Group conta 137 aziende operanti in 122 paesi, tutte alleate e coalizzate per il raggiungimento dello stesso fine.

I vantaggi principali che hanno portato queste imprese ad intraprendere un percorso più green, non riguardano solo l’aspetto ambientale ma, ancor di più, quello economico. Il prezzo dell’energia ricavata da fonti rinnovabili, infatti, è pari a quello dell’energia da fonti fossili e la previsione è che diminuisca progressivamente. In più, non meno importante, si avrebbe un beneficio in termine di immagine e reputazione aziendale.

Un esempio ci è dato dal padre dei social media: Facebook. L’azienda di Zuckerberg, presente all’incontro di Boston, si è impegnata nella riduzione di emissioni da CO2 già dal 2011, superando con un anticipo di un anno, l’obiettivo di sostenere il 50% dei propri impianti con le energie rinnovabili. Questo è stato possibile grazie all’acquisto di oltre 3 gigawatt di elettricità eolica e solare negli ultimi 5 anni, di cui 2,5 solo nell’ultimo anno. Ad oggi, il gruppo ha dichiarato di voler ridurre ulteriormente del 75% le emissioni di CO2 entro il 2020, sposando le iniziative del Climate Group stesso. L’azienda ha inoltre affermato di essere orgogliosa dell’impatto che il programma sulle rinnovabili sta avendo sulle comunità locali e, più in generale, sull’intero mercato, dimostrando anche l’effetto mediatico dell’iniziativa.

Come il famoso social media tante altre aziende dello stesso calibro hanno deciso di intraprendere la strada verso l’utilizzo di fonti alternative. Tra queste, la piattaforma Google è stata una delle prime ad adottare le rinnovabili nella Silicon Valley. Ma non solo. Anche la famosa casa di elettrodomestici e smartphone Samsung ha dichiarato di volersi impegnare, entro il 2020, ad utilizzare le fonti rinnovabili per alimentare il 100% delle sue attività in Europa, Usa e Cina. In più ha affermato di voler aiutare i principali partner a fissare i propri obiettivi in materia di energia sostenibile.

Le due aziende, insieme ad Apple, Microsoft e allo stesso gruppo Facebook, hanno deciso di intraprendere un percorso green aderendo ad un più ampio progetto, il RE100. Scopo del programma, stipulato proprio da The Climate Group, è quello di unire e alleare le aziende impegnate nel raggiungimento del 100% di elettricità da fonti rinnovabili.

Concludendo il suo intervento all’Enel Focus On, Amy Davidson ha affermato che: “Per convincere la gente della necessità di affrontare il cambiamento climatico e della necessità di passare alle rinnovabili, bisogna parlare del caso economico: quanto ci costa il riscaldamento globale? Basta pensare ai tre devastanti uragani che l’anno scorso hanno colpito gli Stati Uniti … Il messaggio è: non potremo più avere prosperità economica a lungo termine se non fermiamo il cambiamento climatico”.

Dati reali ed economici sembrano quindi essere la chiave dell’organizzazione internazionale per portare le aziende ad un cambio di rotta e di mentalità, senza però trascurare l’aspetto ambientale globale dell’iniziativa.

 

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Fonte: https://www.wired.it

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