Il mercato delle auto elettriche in Italia, le criticità, i numeri e le sinergie con la tecnologia fotovoltaica.

Di mobilità elettrica, smart cities e transizione energetica si parla davvero tanto. È un argomento molto in voga e, a dirla tutta, anche i numeri sostengono questa teoria. Stando all’E-Mobility Report 2018 del Politecnico di Milano, in Italia, nel primo semestre del 2018, sono state immatricolate quasi tante auto elettriche (circa 4.000) quante se ne erano immatricolate nell’intero anno 2017. È vero, i numeri non sono ancora significativi, soprattutto se li paragoniamo a quelli di altri paesi europei: il primo mercato in Europa è senza dubbio la Norvegia con 62.000 nel 2017 , subito dopo Cina (580.000 auto) e Stati Uniti (200.000 auto). Il secondo mercato europeo è la Germania con quasi 55.000 immatricolazioni seguita da Gran Bretagna con 47.000.

L’Italia è ancora indietro, nonostante il mercato abbia dato forti segnali di crescita. Ma quali sono gli ostacoli della mobilità elettrica?

In primis il costo di acquisto, si tratta ancora di una tecnologia poco competitiva con quella esistente e dopo la fine degli incentivi (tra il 2013 e 2014) le uniche misure di sostegno sono rimaste solo a livello locale. Un caso virtuoso è rappresentato dalla provincia di Trento, che mette a disposizione un incentivo diretto all’acquisto pari a 4.000 Euro per veicoli ibridi e 6.000 Euro per un auto full-electric.

Esistono anche misure di incentivazione indirette che non prevedo sconti sugli acquisti, ma piuttosto una riduzione dei costi di circolazione:

-riduzione e, in alcuni casi, eliminazione del pagamento di bollo

-accesso gratuito nelle ZTL

-parcheggi gratuiti

 

Infrastruttura di ricarica

Sicuramente l’infrastruttura i ricarica elettrica è un altro punto debole della catena. Lo studio del Politecnico ha rilevato un sistema infrastrutturale di ricarica, presente sul territorio nazionale, riferito a circa 2750 punti di ricarica pubblici a norma e che risultano così distribuiti: 63% al nord, 28% al centro ed il 9% al sud.

Da un sondaggio somministrato ad alcuni possessori di auto elettriche in Italia, nel quale è stato chiesto come si ritenesse l’infrastruttura di ricarica pubblica: il 60% ritiene non sia adeguata, il 30% che lo sia solo in parte, e solo 10% la considera adeguata. Tipicamente l’auto elettrica viene utilizzata per il tragitto casa-lavoro e per brevi viaggi questo perché il “timore di rimanere a secco” è molto alto tra gli utilizzatori. Circa i 2/3 del campione dichiarano di ricaricare il veicolo elettrico a casa a fronte di un 33% che non utilizza l’infrastruttura domestica. Le soluzioni di ricarica domestiche sono:

1-presa CEE industriale che vada a sostituire la normale presa, poiché quest’ultime non progettate e costruite per resistere senza danneggiarsi a potenze elevate per molte ore continuative;

2- wallbox, ovvero stazioni di ricarica personali da poter inserire nell’ambiente esterno del proprio appartamento così da poter effettuare la ricarica. Più sicure delle prese e dotate di intelligenza per programmazione, monitoraggio e controllo.

 

Ricaricare l’auto elettrica con il fotovoltaico

La terza opzione è quella di dotarsi di un impianto fotovoltaico per ricaricare il proprio veicolo elettrico direttamente dall’energia autoprodotta. Oggi questo è possibile grazie alle batterie di accumulo o a inverter speciali: pochi giorni fa è stato presentato in Italia da Solaredge, primo produttore di inverter fotovoltaici a livello mondiale, il primo inverter solare al mondo con caricabatterie per veicoli elettrici che consente ai proprietari di casa di ricaricare le auto direttamente con il sole, massimizzando l’utilizzo di energia solare e riducendo le bollette elettriche.

Questo inverter riesce a ricaricare l’auto fino a 2,5 volte più rapidamente rispetto ad un carica batterie standard grazie ad un’innovativa modalità Solar Boost che utilizza contemporaneamente l’energia solare e quella della rete elettrica.

Fotovoltaico e mobilità elettrica sono tecnologie sinergiche e proprio per questo motivo abbiamo aderito a E-district un progetto a cui sta lavorando Saronno Servizi che, già da tempo, ha dato il via ad una politica di adozione di misure in linea con gli standard delle metropoli all’avanguardia, grazie all’introduzione di veicoli elettrici in città. La mobilità elettrica non è solo un tema di interesse per gli utilizzi legati all’utenza privata, ma anche una filosofia che sposa l’adozione di vetture elettriche, come flotte aziendali, anche per gli utilizzi connessi all’erogazione dei servizi di pubblica utilità sul territorio. L’ex municipalizzata ha infatti scelto di adottare mezzi “totally full-electric” anche per servizi legati alla gestione dell’affissionistica locale in città e nei comuni soci di Origgio, Uboldo, Gerenzano e Solbiate Olona. E-district sarà un grande contenitore di iniziative legate alla Smart City, alla Mobilita’ Elettrica e a tutto ciò che ruota intorno a questo tema, tra cui il fotovoltaico. Un progetto che prenderà forma a inizio autunno, con un grande convegno istituzionale dedicato alle infrastrutture e una kermesse di eventi cittadini.

Se vuoi sapere di più sulle sinergie tra fotovoltaico e mobilità elettrica, scrivi ai nostri esperti.

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2 commenti

  • Ok, guys, se prendo na macchinetta elettrica faccio 100km con 1/2 della produzione giornaliera di un Fv da 6KWp. D’estate.
    D’ínverno la macchinetta fa meglio a starsene bella e riparata in garage.

    • Ovviamente dipende da caso a caso e dall’uso che si fa dell’auto elettrica. Una best practice è rappresentata dalle microcariche, ovvero appena possibile, ricaricare l’auto senza aspettare che questa sia completamente scarica: a casa, al lavoro, nei centri commerciali etc…