In questo articolo vogliamo rispondere ad alcune domande frequenti, che ci vengono fatte in fase di acquisto di un impianto fotovoltaico residenziale. I dubbi più comuni legati alla taglia ottimale e alla produzione stimata.

Il dimensionamento dell’impianto fotovoltaico

La scelta della taglia dell’impianto fotovoltaico è il punto di partenza per capirne la convenienza. Ai tempi dei Conti Energia, quando tutta la produzione dell’impianto era sostenuta dal gestore, con tariffe incentivanti diverse a seconda della taglia, si installavano di frequente impianti da 3 kWp. Questa era infatti la soglia massima dello scaglione di potenza incentivato più generosamente, oppure venivano utilizzati impianti da 6 kWp per massimizzare la produzione e quindi il beneficio derivante dall’incentivo alla produzione.

Ora non è più così: la scelta più conveniente è dimensionare l’impianto su misura dei propri consumi. Impianti di taglia residenziale in genere vanno tra i 2 e i 6 kWp, ma possono anche avere una potenza di picco maggiore. Conviene infatti che l’impianto non produca più di quanto richiesto, perché l’energia in eccedenza viene immessa in rete e retribuita secondo un calcolo che dipende da diversi parametri legati al prezzo medio dell’energia (PUN) sul mercato elettrico (attualmente 4-5 centesimi/kWh).

Per un adeguato dimensionamento è necessario partire dai consumi reali dell’abitazione, ovvero dalla dicitura che compare sulla tua bolletta elettrica: “Consumi annui in kWh pari a…” seguito da un numero in migliaia (2.000; 3.540; 4.600…). Questo è un dato importantissimo per una corretta valutazione.

Ci consente infatti di capire la produzione annuale di energia che l’impianto fotovoltaico dovrà fornire per coprire il fabbisogno. In base ai consumi annui varia la potenza dell’impianto che si andrà ad installare. Per esempio: i consumi annui sono pari a 4.600 kWh, probabilmente la potenza dell’impianto sarà di 4,5 kWp.

Ok. Ma cosa significano KWh e kWp? Qual è la differenza?

Ecco un’altra domanda che ci viene fatta spesso. Vediamo insieme a cosa si riferiscono: Il Chilowatt di picco (kWp) è l’unità di misura utilizzata per misurare la potenza istantanea teorica massima producibile da un generatore elettrico (come il modulo fotovoltaico). 

Sulla base della normativa IEC 904-3 del 1989, questo valore viene usato per indicare la potenza erogata da un modulo o da una cella fotovoltaica se sottoposti alle condizioni standard di:

  • irraggiamento di 1000 W/m2 ;
  • temperatura di cella di 25 °C;
  • posizione del sole a 1,5 AM. (AM=Optical Air mass, parametro che indica la posizione apparente del sole).

Ciò significa che un impianto fotovoltaico in condizioni reali di funzionamento potrà produrre più o meno energia in base alle variazioni dei valori sopra indicati.

Il Chilowattora (KWh), invece, misura la produzione dell’impianto, che determina quanta energia mi mette a disposizione l’impianto fotovoltaico in alternativa all’energia fornita dalla rete elettrica. Ogni kWh prodotto dal fotovoltaico e auto-consumato dall’abitazione corrisponde ad un kWh risparmiato, poiché non acquistato dalla rete elettrica nazionale. La produzione elettrica annua di un impianto fotovoltaico dipende da diversi fattori:

  • radiazione solare incidente sul sito d’installazione;
  • orientamento ed inclinazione della superficie dei moduli;
  • assenza/presenza di ombreggiamenti;
  • prestazioni tecniche dei componenti dell’impianto (moduli, inverter ed altre apparecchiature).

Prendendo come riferimento un impianto da 1 kW di potenza, con orientamento ed inclinazione ottimali, assenza di ombreggiamento, non dotato di dispositivo di “inseguimento” solare, è possibile stimare le seguenti producibilità annue massime:

  • Nord Italia: 1.100 kWh/anno;
  • Centro Italia: 1.400 kWh/anno;
  • Sud Italia: 1.600 kWh/anno;

E’ opportuno sottolineare che il consumo annuo elettrico medio di una famiglia italiana è pari a circa 3.000 kWh.

L’impianto fotovoltaico raggiungerà la potenza di picco?

È importante avere chiara la differenza tra potenza di picco e produzione, perché una volta installato l’impianto non bisogna aspettarsi che questo raggiunga la potenza di picco. Infatti, la potenza di targa dei moduli fotovoltaici (la cui somma corrisponde alla potenza di picco dell’intero impianto) è misurata in condizioni standard; nel funzionamento “reale” alle nostre latitudini (Nord Italia), queste condizioni si realizzano raramente. La curva tipica di funzionamento giornaliero di un impianto (asse X tempo, asse Y potenza) ha una forma simile ad una “campana” dove l’apice si raggiunge nelle ore centrali della giornata, la campana avrà una base più larga nella stagione estiva ed una base più stretta nella stagione invernale.

E se, una volta installato l’impianto, mi accorgo che la produzione annua reale è al di sotto delle stime in fase di dimensionamento?

È fondamentale che chi propone un impianto fotovoltaico fornisca la STIMA DI PRODUZIONE dell’impianto, poiché è l’unico dato che consente all’utilizzatore finale di misurare le prestazioni dello stesso, e quindi la qualità del lavoro svolto.

Se la produzione è abbondantemente al di sotto delle stime, occorre fare una verifica approfondita delle possibili cause: per questa operazione è necessario contattare l’assistenza Elmec Solar che provvederà a controllare i dati di monitoraggio ed eventualmente a fissare l’uscita di un tecnico per una verifica sul campo.

Scopri come potrebbe essere il tuo impianto fotovoltaico, inserendo pochi dati nel nostro simulatore: ti presenteremo la taglia, le stime di produzione e il rendimento economico dell’impianto perfetto per la tua casa.

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