Case history: in India arriva il più grande impianto ibrido eolicofotovoltaico finanziato dalla Banca Mondiale.

Sono sempre più numerosi i Paesi che stanno aderendo a politiche di ecosostenibilità e di utilizzo di fonti rinnovabili per coprire i propri consumi di energia.

In Europa un esempio di coscienza green e di salvaguardia ambientale ci è dato dalla Germania e dai paesi limitrofi, così come in Asia si sono distinti Paesi come la Cina e l’India. In particolare questi ultimi due stanno sostenendo progetti e investimenti molto importanti che raggiungono primati mondiali nel campo delle energie rinnovabili.

La capitale cinese, per esempio, ha dato vita al più grande impianto fotovoltaico galleggiante al mondo mentre, in India, si sta sviluppando un impianto ibrido che unisce la produzione di energia eolica a quella a pannelli solari.

Secondo recenti studi di settore, entro il 2050, l’India potrà produrre energia solo ed esclusivamente da fonti rinnovabili, godendo così di numerosi vantaggi sia in termini economici e di risparmio energetico, che in termini di salvaguardia delle risorse del Paese.

Il progetto, annunciato dal Ministero indiano per le energie nuove e rinnovabili, ha un valore stimato di 155 milioni di dollari e verrà costruito nello stato dell’Andhra Pradesh, nel distretto di Anantapur. L’impianto avrà una superficie di più di 400 ettari con una potenza di 160 MW complessivi di cui 120 MW solari e 40 MW eolici. Ma questo non è tutto.

Elemento altamente innovativo è l’aggiunta di un sistema di accumulo da 40 MWh in grado di garantire l’operatività dell’impianto anche nelle ore notturne quando viene meno o diminuisce la produzione di energia eolica e solare.

L’integrazione dell’impianto con una sistema di accumulo è molto importante per questo Paese che deve affrontare quotidianamente problematiche legate all’instabilità produttiva e di trasmissione dell’energia. Ecco perché si stanno realizzando una serie di progetti sperimentali che insistono sulle potenzialità dei sistemi di accumulo per garantire maggiore stabilità e flessibilità alla rete.

Non di minor interesse è l’aspetto economico di questo progetto, realizzato dalla collaborazione tra Solar Energy Corporation of India (SECI), APTransco e AP Nedcap. Si è prevista, infatti, una notevole riduzione delle tariffe legate al consumo di energia elettrica tanto da diventare competitive con quelle delle centrali termoelettriche a carbone presenti su tutto il territorio. Una ragione in più che ha convinto la Banca Mondiale a finanziare l’iniziativa per un valore di circa 155 milioni di dollari.

L’utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili è l’unica soluzione possibile per un paese in cui il consumo massivo di energia ha prodotto una dipendenza notevole da risorse come il carbone, il petrolio e il gas. L’India, infatti, risulta essere uno dei paesi più inquinati a livello mondiale proprio a causa dello sfruttamento incontrollato di queste risorse.

Come in questo paese, l’attenzione degli istituti di credito verso il tema dell’energia e dell’ambiente sta crescendo a livelli esponenziali anche in Italia. Da uno studio contenuto nell’ultima indagine Abi LAb condotta nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio “Banche e Green Economy” – Le banche a sostegno dell’efficienza energetica e delle FER (Fonti di Energia Rinnovabile) –  è emerso che, nel 2016, le principali banche operanti nel comparto hanno assunto impegni di finanziamento per oltre 2,3 miliardi di euro. Dallo studio è emerso anche che la maggior parte delle banche analizzate ha realizzato una serie di prodotti specifici di finanziamento dedicati a quattro settori di clientela: PMI/Mid-CAP, Grandi Imprese, Servizi (Alberghi, Grande Distribuzione Organizzata, Centri Sportivi, Trasporti, etc.), ESCo (Energy Service Company).

Anche i Governi naturalmente si stanno attivando, non ultimo quello italiano. Ne è perfetta testimonianza il nuovo Piano Nazionale Industria 4.0, o quarta rivoluzione industriale, che porterà all’automazione dei processi produttivi e all’integrazione di nuove tecnologie supportati da investimenti green ad alto risparmio energetico.

Industria 4.0 passa per il concetto di smart factory che si compone di 3 parti.

  • Smart production: nuove tecnologie produttive e collaborazione tra operatore, macchine e strumenti;
  • Smart services: integrazione tra tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche ;
  • Smart energy: attenzione costante ai consumi energetici e  creazione di  sistemi più performanti  riducendo gli sprechi secondo i criteri dell’Energia sostenibile.

Data la vastità dell’argomento vi invitiamo a seguirci per un prossimo post dedicato.

Una maggior consapevolezza e attenzione verso i benefici derivanti dall’utilizzo di fonti di energia alternativa, sono obiettivi da raggiungere a livello mondiale e, ad oggi, sono sempre di più i paesi che si stanno attivando con progetti che vanno in questa direzione. L’auspicio è che esempi come quello indiano, cinese, tedesco, fino agli ultimi sviluppi in Italia, possano davvero aprire le porte ad una gestione dell’energia più sostenibile e consapevole.

Per approfondimenti e per conoscere tutte le novità sugli impianti eolici e fotovoltaici visita il nostro sito:

http://www.elmecsolar.com

Post Precedente Fotovoltaico: come fare una corretta valutazione per rendere green la vostra casa.
Post Successivo Batterie al sale: la rivoluzione energetica per un futuro 100% ecosostenibile.