Nel Decreto Crescita sono previsti diversi interventi a sostegno del settore edilizio e impiantistico, con un occhio di riguardo alla sicurezza a al risparmio energetico. Rivediamo allora che cosa cambierà per i temi che riguardano l’energia.

 Il ritorno del super-ammortamento all’interno del Decreto Crescita

Il Consiglio dei Ministri del 4 aprile ha sostanzialmente confermato diversi elementi contenuti nella bozza che circolava a fine marzo.

Innanzitutto il primo articolo è dedicato a una misura che, negli anni passati, ha favorito gli investimenti per gli impianti fotovoltaici di media taglia nel settore commerciale-industriale: si tratta del super-ammortamento, fissato al 130%, per i beni strumentali (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro), ripristinato dal DL crescita dopo la sua temporanea sparizione di inizio anno 2019.

I titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi, potranno, dunque, usufruire del cosiddetto super-ammortamento al 130%. L’incentivo non è applicabile, invece, ai veicoli e agli altri mezzi di trasporto.

La misura è valida per gli acquisti effettuati tra il 1° aprile 2019 ed il 31 dicembre 2019, oppure entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. La maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedenti il limite di 2,5 milioni di euro. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 93 e 97, della legge 28 dicembre 2015, n. 208

L’agevolazione si applica sulla base delle disposizioni previste dalla norma della legge n.208 del 2015, fatta eccezione per la possibilità di utilizzare la maggiorazione solo per la quota di investimenti di importo fino a 2,5 milioni di euro.

Modifiche all’ecobonus: piu’ semplice e con sconto diretto sulle spese

L’articolo 9 del DL Crescita introduce la possibilità, per chi sostiene le spese relative a interventi di efficienza energetica e riduzione del rischio sismico, di ricevere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento sotto forma di sconto sul corrispettivo spettante. Un contributo che poi sarà rimborsato al fornitore sotto forma di credito d’imposta di pari ammontare, da utilizzare in compensazione, in cinque anni di pari importo.

In questo modo l’utente può scegliere se usufruire dell’ecobonus sottoforma di uno sconto sulle spese dell’intervento o come detrazione Irpef (unica opzione oggi in vigore) spalmata su 10 anni e la possibilità di cedere il credito. Il contribuente può ottenere subito l’agevolazione tramite una riduzione – dello stesso importo dell’ecobonus – nella fattura rilasciata dal “fornitore che ha effettuato gli interventi”. Quest’ultimo, a sua volta, godrebbe di un credito d’imposta da usare in compensazione, a rate della durata di 5 anni.

Non dimentichiamoci del Decreto FER

Parallelamente alle misure delineate nel nuovo Decreto Crescita, aumenta l’attesa per il Decreto FER, di cui tanto abbiamo parlato nei mesi scorsi. Un tema che è stato al centro della conferenza EVOLUZIONE SOSTENIBILE lo scorso 26 febbraio e che attualmente è al vaglio della Commissione Europea.

Ricordiamo che gli incentivi previsti dal Decreto FER sono rivolti solamente a grandi impianti fotovoltaici di nuova costruzione e riguardano quella parte di energia non autoconsumata. Per aggiudicarsi gli incentivi è necessario che la pratica del nuovo impianto venga presentata a lavori iniziati. Tutte le aziende che intendono realizzare un nuovo impianto fotovoltaico possono dunque partecipare all’aggiudicazione dell’incentivo, cosa contraria in caso di ampliamento di un impianto.

In alcuni casi l’incentivo potrà essere maggiorato e addirittura più facilmente aggiudicabile, come ad esempio se si effettuano lavori di rimozione e sostituzione di un tetto in amianto; anche nell’ipotesi di installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche sarà inoltre più semplice ottenere l’incentivo. Il risultato finale sarà un incentivo garantito per 20 anni sull’energia prodotta in eccedenza, in modo che quest’ultima non venga persa, ma remunerata rendendo così l’investimento più breve e sicuro.

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