La sostenibilità ambientale per le aziende non è più una scelta, ma un dovere. Impegnarsi nel salvaguardare il pianeta significa rispettare le generazioni future consegnando loro un ecosistema sano.

Cosa ne pensano le nuove generazioni

Non c’è da stupirsi, se, come riporta una recente indagine realizzata da LinkedIn e pubblicata dalla CNBC, l’86% dei millennials prenderebbe in considerazione una riduzione del proprio stipendio pur di lavorare per un’azienda in cui missione e valori – in particolare il rispetto per l’ambiente  – si allineano con i propri.

Le aziende che intendono rimanere competitive sul mercato e continuare a crescere hanno bisogno di raccogliere le sfide e di vincerle. Hanno bisogno di guardare avanti, di guardare oltre, di anticipare aspettative e di rispondere al cambiamento, in modo rapido, efficace ed innovativo. La sostenibilità ambientale è una tra le sfide più importanti che le imprese sono chiamate ad affrontare; aziende che sempre più devono investire su progetti innovativi riguardanti l’efficienza energetica.

Le aziende più sostenibili del pianeta sono quelle che fanno del loro meglio per ridurre al minimo l’impatto negativo sull’ambiente, sulla società e sull’economia, aumentando nel contempo al massimo il loro impatto positivo.

L’energia pulita nell’ambito della sostenibilità è un aspetto sempre più strategico per le imprese di grandi dimensioni, per diversi motivi: prima di tutto per una questione di risparmi economici.
Poi per ragioni di mercato: i consumatori sono sempre più attenti a come viene generata l’energia necessaria a produrre i beni che acquistano e le emissioni legate a questi. E poi ci sono i rischi connessi all’uso di combustibili fossili, che hanno impatti negativi sull’ambiente e la salute ritenuti sempre meno accettabili anche dalle istituzioni internazionali.

Le migliori aziende scelgono le energie rinnovabili

Già molte tra le migliori aziende stanno facendo ricorso alle fonti rinnovabili e a progetti sostenibili per aver un minor impatto ambientale. Vediamone alcune:

Gucci

Il marchio italiano, di proprietà del gruppo francese del lusso Kering, si pone in prima fila per rendere l’industria della moda più sostenibile. Per avvicinarsi all’obiettivo zero emissioni e dare un contributo nel contrastare gli effetti del cambiamento climatico, Gucci ha messo in campo diverse azioni, tra cui l’incremento dell’utilizzo di energie rinnovabili e l’aumento del riciclo degli scarti di pelle e di tessuto generati nei processi di produzione. Entro il 2025 si punta a ridurre le emissioni di CO2 del 50% entro il 2025, mentre le emissioni di gas serra non evitabili verranno compensate con quattro progetti di riforestazione in Kenya, Perù, Indonesia e Cambogia.

Lego

Dal 2012 ha investito quasi 900 milioni di dollari in energia eolica prodotta al largo delle coste dell’Inghilterra e con tre anni di anticipo rispetto a quanto si era prefissata, la Lego   nel 2017 raggiunse l’obiettivo di alimentarsi al 100% con energie rinnovabili. La compagnia danese ha varcato il traguardo grazie all’inaugurazione di un nuovo parco eolico in acque inglesi, di cui detiene il 25%. Con 800 milioni di euro investiti in due impianti eolici marini, Lego spiega di essere riuscita a produrre da fonti rinnovabili più elettricità di quella consumata da tutte le fabbriche, i negozi e gli uffici della società nel mondo. Nel 2016, racconta, sono serviti 360 gigawattora di energia per costruire i 75 miliardi di mattoncini venduti su scala globale.

Amazon

Nonostante le varie controversie di cui è stata protagonista, anche l’azienda americana ha deciso di porsi degli obiettivi di sostenibilità. E l’ha fatto introducendo l’Amazon Day, un’opzione che consente di effettuare più ordinazioni anche in giorni diversi e riceverle tutte lo stesso giorno. Si tratta di una soluzione molto adatta per ridurre il packaging, utilizzando meno scatole e produrre meno emissioni; cosa che l’azienda si è promessa di fare rendendo entro il 2030 il 50% delle sue consegne a zero emissioni di carbonio.

Samsung

Anche i colossi Hi-Tech non sono da meno nel tentativo di rendere le proprie attività più sostenibili. Samsung in particolare, ha messo in piedi una vera e propria svolta ambientalista che la vedrà impegnata a partire dalla metà del 2019 a sostituire tutti i suoi imballaggi in plastica con materiali ecosostenibili come bioplastiche o comunque materiali biodegradabili. Quindi le scatole e le parti in plastica che solitamente getti via non appena hai aperto la confezione, saranno finalmente sostenibili. In più tutti i libretti di istruzioni dei prodotti Samsung saranno realizzati in materiali approvati da associazioni ambientaliste.

Microsoft

Il gigante del software ha investito in impianti a energia rinnovabile anche in prossimità dei propri data center, per alimentare i potenti computer con elettricità autoprodotta sul posto e a zero emissioni.  Inoltre sarà carbon negative entro il 2030 e entro il 2050 rimuoverà dall’ambiente tutto il carbonio emesso dall’azienda a partire dalla sua fondazione nel 1975.

E verso una produzione energetica a ridotto impatto ambientale si muovono sempre più anche i gruppi della Silicon Valley. Facebook  già dal 2018 sta puntando a soddisfare almeno la metà del fabbisogno elettrico dei propri data center con energia rinnovabile. E Apple è già al 96% delle proprie attività alimentate in tutto il mondo con energia pulita. Entro il 2020, l’azienda della mela si è data anche l’obiettivo di installare, in collaborazione con i propri fornitori, impianti di produzione elettrica per una potenza totale di 4 gigawatt.

Mentre Google, già a fine 2019 lanciò il progetto costituito da una serie di accordi per 1.600 megawatt (MW), con l’inclusione di 18 nuovi accordi energetici. In questo modo il “portfolio” Google di energia solare ed eolica aumenterà del 40% così da arrivare a 5.500 MW, equivalenti alla capacità di un milione di tetti fotovoltaici. A regime il patrimonio di energia carbon-free, spiega il Ceo Sundar Pichai, “produrrà più elettricità di una zona come Washington D.C.”.

Le aziende invece che non stanno compiendo questo passo devono velocizzarsi, cogliendo le opportunità derivanti ad un approccio green, adottando una vera e propria “politica industriale” strutturata in quest’ambito. Secondo alcuni dati Ipsos inerenti il 2019, il 74% ritiene che le aziende debbano considerare le conseguenze del loro business su società e ambiente, mentre il 52% è più attento rispetto a 2-3 anni fa, ai comportamenti sostenibili delle aziende.

Se vuoi essere aggiornato su questi temi e sei un CFO, energy manager, direttore acquisti o un direttore marketing, affronteremo il tema sostenibilità, energie rinnovabili, climate change e altro ancora il 20 febbraio insieme a KPMG Italy in occasione del convegno: “La sostenibilità e la creazione di valore per l’impresa”. 

Per iscriverti al convegno clicca a questo link.

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