In attesa del 19 novembre, sesta serata del percorso imparare a ristrutturare dedicata all’interior design, riassumiamo i temi trattati dal geom. Franco Noseda nel modulo Involucro esterno.

In Italia la maggior parte degli edifici sono stati fatti nel secondo dopoguerra. Di conseguenza un buon numero di fabbricati degli anni ’60 – ’70, nel nostro contesto, sono “malati”, con carenze che determinano un discomfort abitativo.

Gli anni che vanno dal 1952 e il 1963 in particolare, sono stati quelli del boom economico per l’Italia e di conseguenza sono stati anche gli anni del boom edilizio. Le cose andavano bene e il costo dell’energia non era un problema, quindi si costruiva senza pensare che probabilmente, un domani, sarebbe stato fondamentale ridurre al minimo i consumi.

Se anche tu vivi in una casa anni ’60, ’70 o ’80, ti sarai accorto che sono edifici “vampiro” che succhiano una quantità enorme di energia. Questo si ripercuote sia sulle tue tasche, dato che le bollette di gas e elettricità sono in continuo aumento, sia sulla tua salute.

I sintomi e le cure per una casa “malata” sono diversi, perché dipendono da molti fattori esattamente come se ci dovessimo occupare di una persona malata.

Sintomi

  • Muffa

Uno dei sintomi più comuni di una casa “malata” sono le muffe. Si rendono evidenti nelle case datate; sotto ai davanzali, negli angoli di cantine, seminterrati, bagni, e nei muri perimetrali esposti a nord, che per loro natura, rappresentano l’habitat ideale per la loro proliferazione.

muffa in casa
  • Salnitro

Il salnitro o nitrato di potassio è un sale che solitamente c’è nella calce.

Questo problema non affligge esclusivamente le case di campagna o quelle singole, perchè è cagionata dalle infiltrazioni nel terreno. Ovviare all’inconveniente raschiando via il salnitro non è la soluzione al problema. Per combattere questa fastidiosa formazione bianca sulle pareti, serve soprattutto capire la causa scatenante; il tipo di umidità che affligge, è l’origine del problema.

  • Casa fredda

Cosa c’è di più bello che tornare a casa dopo una giornata invernale, passata in giro, al freddo e trovare quel tepore e quel calduccio che ci rimettono in vita? Se per voi non è così ecco un altro sintomo della casa malata. In qualsiasi caso mettere il termostato al massimo non è la soluzione.

casa fredda
  • Condensa

La condensa invece la si può trovare in pavimenti o nei serramenti.

Il motivo per cui la condensa appare dipende dal fatto che superfici fredde (solaio, strutture, infissi, ecc.) hanno una temperatura più bassa rispetto a quella della stanza.

  • Discomfort termico

L’uomo considera un ambiente termicamente confortevole se in esso non avverte nessun tipo di disagio termico. La prima condizione per il comfort è la neutralità termica, ovvero quella particolare situazione in cui una persona non sente né troppo freddo nè troppo caldo.

Tuttavia il discomfort termico può essere causato anche da un disagio termico di una parte del corpo. Ad esempio le correnti d’aria possono creare disagi a livello del collo o i pavimenti freddi un disagio a livello dei piedi.

  • Discomfort acustico

La presenza di valori di temperatura e umidità non adeguati vengono più o meno percepiti dagli abitanti dopo un certo periodo di tempo, mentre la presenza di discomfort acustico è avvertita praticamente in modo istantaneo e, spesso, fastidioso fin dai primi momenti della loro insorgenza. In una casa non ben isolata siamo colpiti dalle emissioni sonore più disparate: il traffico stradale, la musica che ascoltiamo alla radio, l’abbaiare dei cani del vicino, il calpestio dei bambini che corrono o saltano sul solaio sopra alle nostre teste, ecc…

discomfort acustico

Patologie

  • Trasferimento del calore

In natura tutto tende a un equilibrio. Se prendiamo ad esempio un mastello pieno d’acqua vedremo che le onde che si sono formate poco dopo tendono a diminuire e a trovare così un loro equilibrio. Lo stesso vale per il calore. La quantità di calore di un ambiente che si disperde fuori dipende dallo spessore del muro e dal materiale.

  • Ponti termici

I ponti termici sono una delle patologie che causano le muffe. Si trovano in edifici con configurazioni strutturali o geometriche che determinano un incremento del flusso termico tra l’interno e l’esterno. Cioè la capacità di far passare il calore più o meno velocemente.

  • Dispersioni termiche su superfici non isolate

Una casa male isolata, è fredda e non accogliente, con discomfort in ogni stagione e molte dispersioni termiche. Questo significa un deciso aumento dei costi energetici. Ma isolando le pareti e le coperture dell’edificio ed intervenendo su serramenti e infissi si possono ridurre notevolmente i consumi di un immobile.

  • Umidità relativa

I valori dell’umidità relativa si aggirano in linea generale tra il 30 e l’80%; questi sono i numeri che bisognerebbe tenere monitorati con un igrometro per evitare danni alla nostra salute e alla nostra stessa casa: le muffe e l’umidità da risalita, infatti, sono minacce che non vanno assolutamente prese sotto gamba.

L’umidità di risalita è un fenomeno possibile a causa delle proprietà capillari dell’acqua e la causa principale dei fenomeni degradativi edilizi.

Altre patologie sono la discontinuità termica dei materiali, infiltrazioni d’acqua dai muri, infiltrazioni dal tetto, spifferi e un insufficiente ricambio d’aria: nelle nostre case, dato che c’è una quantità d’aria limitata è importante cambiarla spesso, in modo da eliminare l’anidride carbonica, l’umidità in eccesso e diluire il gas radon che si accumula negli ambienti chiusi.

infiltrazioni

Il radon è un gas presente nella terra. Infatti se il gas radon, prodotto dal suolo e dalle rocce, fuoriesce e si diluisce nell’atmosfera, la sua concentrazione risulta talmente bassa da non costituire un rischio per la salute; se invece penetra in un ambiente confinato, tenderà ad accumularsi raggiungendo livelli tali da rappresentare un rischio.

Indagini e diagnosi

  • Indagini non invasive

Uno dei modi per fare un indagine non invasiva è utilizzare degli strumenti che si trovano facilmente in commercio, come: l’igrometro, il misuratore di CO2, il misuratore VOC (per rilevare composti organici volatili o gas ), la termocamera e il termometro superficiale. Oppure far eseguire il blower door test che permette di misurare l’ermeticità di un edificio dopo aver imposto una determinata differenza di pressione tra interno ed esterno. Con questo metodo si scoprono “le perdite d’aria e gli spifferi” dell’involucro edilizio e si valuta il flusso di ricambio dell’aria.

  • Indagini invasive

Se invece si rende necessario fare un indagine più invasiva, generalmente si andrà a fare dei carotaggi, cioè il prelevamento di campioni di roccia (detti carote) dal sottosuolo.

Cure

Una delle cure che possiamo dare alla nostra casa “malata” è il cappotto termico.

Il cappotto termico, detto anche isolamento a cappotto, consiste in una serie di strati isolanti applicati esternamente o internamente agli edifici in modo tale da garantire un isolamento, sia termico che acustico, completo. È un sistema che, se applicato correttamente, permette un notevole risparmio energetico, mantenendo costante le temperature interne durante l’inverno e impedendo al calore dei raggi esterni di penetrare negli ambienti, in estate. Inoltre, dotando la tua casa di un cappotto termico, aumenterai il suo valore nel mercato immobiliare.

Esistono due tipi di cappotto termico:

  • Cappotto termico esterno

  • Cappotto termico interno

I materiali che si possono utilizzare per il cappotto interno sono vari; dalla lana di roccia, ai pannelli in lana di pecora, in argilla naturale, fibra di legno o in sughero (quest’ultimo per quanto siano costosi sono i più consigliati, soprattutto perché è un materiale 100% naturale).

Molti sono i fattori che concorrono a stabilire il prezzo di un rivestimento a cappotto termico. Il primo aspetto da considerare è legato alle caratteristiche e allo spessore del materiale utilizzato che a sua volta dipende dalla zona climatica in cui sorge l’edificio. In generale, i materiali sintetici sono quelli più economici, seguiti a ruota dai materiali naturali di origine minerale. Per i materiali naturali i costi salgono.

  • Isolamento termico per insufflaggio

L’isolamento ad insufflaggio prevede di “sparare” all’interno dell’intercapedine vuota delle murature del materiale isolante.

Cos’è Imparare a ristrutturare?

Quando si ristruttura casa i dubbi sono tanti: a chi mi rivolgo? Quale soluzione è migliore? Quali materiali prediligo? Così è nata l’idea di Elmec Solar di creare un percorso informativo che possa agevolare a fare le scelte giuste. Sei serate, sei professionisti del settore con i quali approfondire diverse tematiche legate alla ristrutturazione e ricostruzione edilizia.

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