Con il termine revamping fotovoltaico si intendono tutte le procedure finalizzate a modernizzare, modificare e migliorare un impianto fotovoltaico. Con il degrado nel tempo dell’impianto fotovoltaico, alcune parti possono manifestare malfunzionamenti e una sottostimata produzione di energia. 

Di conseguenza si riscontra un minor risparmio in bolletta e un negativo impatto sulla sostenibilità. Quando e perché conviene il revamping, soprattutto per impianti di grandi dimensioni?

Perdita di efficienza dell’impianto fotovoltaico: le cause

Oltre a un calo fisico e certo delle performance dell’impianto, esistono delle cause variabili che molto spesso dipendono dalla qualità della manutenzione dell’impianto fotovoltaico nel corso degli anni: per esempio una corretta pulizia della superficie captante sulla quale di possono depositare polveri sottili e sporcizia; un adeguato check annuale sullo stato dei componenti dell’impianto. La frequenza di agenti atmosferici infatti può usurarne i componenti, soprattutto quelli maggiormente esposti, come i pannelli fotovoltaici.

Quando è necessario il revamping?

La perdita di efficienza di lungo periodo, è il primo indicatore che ci comunica un malfunzionamento dell’impianto. Tenere sempre sotto controllo le performance dell’impianto è fondamentale, per questo riteniamo imprescindibile il sistema di monitoraggio sin dal suo collaudo. Dopo 7/8 anni è possibile constatare se le prestazione dell’impianto siano effettivamente in linea con le stime progettuali. In questo caso, se ci troviamo davanti a un valore troppo al di sotto delle previsioni, potrebbe essere necessario un intervento per ripristinare le corrette performance.

Quali sono i principali interventi di revamping?

Secondo la nostra esperienza, la maggior parte degli interventi di revamping riguardano la sostituzione dell’inverter, responsabile del 69% dei guasti all’impianto. Altri motivi possono essere:

  • la non conformità dell’impianto fotovoltaico alle recenti normative CEI 0-21 e CEI 0-16;
  • l’abbandono della manutenzione dell’impianto da parte dell’installatore, poiché non più sul mercato o inaffidabile;
  • la necessità di spostamento di un componente o dell’intero impianto fotovoltaico;
  • la scadenza delle garanzia di fabbrica dell’inverter o dei moduli fotovoltaici;
  • i danni recati da agenti atmosferici.

Cosa succede quando un impianto è in Conto Energia?

Per gli impianti in Conto Energia esiste uno specifico documento tecnico del GSE (Gestore Servizi Energetici) che ha lo scopo di semplificare la procedura di revamping degli impianti incentivati con il Conto Energia, come previsto dal DM 23 Giugno 2016, ma anche di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di massimizzare la produzione di energia proveniente dal fotovoltaico.

Sintetizziamo gli interventi che si possono o non si possono fare se si ha un impianto in Conto Energia:

  • È possibile aumentare la potenza dell’impianto entro certi limiti: se si sostituiscono i pannelli fotovoltaici con altri più moderni, più potenti ed efficienti, l’aumento di potenza non causa la perdita di incentivi.
  • Non si perdono gli incentivi se si sostituisce l’inverter con uno più potente: ciò che fa fede è la potenza nominale dell’impianto che si ricava dalla somma della potenza dei singoli pannelli.
  • Per un aumento di potenza superiore ai limiti previsti dal Documento Tecnico del GSE è possibile effettuare un’integrazione: basta installare un nuovo contatore di produzione.
  • Prima di effettuare le modifiche bisogna richiedere al GSE una valutazione preliminare degli effetti di ammodernamento.

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Oltre il revamping: il repowering

Oltre ad interventi correttivi in seguito a danni o malfunzionamenti, è possibile anche migliorare un impianto esistente e correttamente funzionante con l’obiettivo di ottimizzare i consumi e ridurre i tempi di rientro economico dell’investimento. Il repowering, ovvero l’aumento di potenza dell’impianto fotovoltaico, è ammesso dal GSE, ma deve rispettare dei limiti e deve essere progettato da un tecnico specializzato. L’aumento di potenza dell’impianto fotovoltaico, infatti, non potrà superare il 5% della potenza già installata in precedenza per tutti gli impianti fino a 20 kW e dell’ 1% per quelli oltre i 20 kW.

L’ammodernamento dell’impianto fotovoltaico, altro intervento simile, permette di sostituire componenti esistenti con dispositivi più performanti che migliorano l’efficienza del fotovoltaico: un esempio sono gli ottimizzatori di potenza. Dispositivi che, sostituiti ai tradizionali inverter di stringa, monitorano la produzione energetica e aumentano il rendimento dei singoli pannelli in caso di ombreggiamento. Oggi hanno un costo molto accessibile e possono essere installati da chi vuole aumentare l’autoconsumo del fotovoltaico esistente.

Credi che il tuo impianto della tua azienda stia registrando un calo della produttività? Vuoi effettuare un check up per capire se puoi migliorare le performance del tuo impianto? Contatta un nostro esperto e chiariremo tutti i tuoi dubbi.

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